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Ribolla Gialla & C...le bollicine friulane a Tarvisio

Acino Parlante

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02/12/2009

Guidata dall'intrapredente e raffinata Aurora Endrici la degustazione delle bollicine friulane è risultata alquanto interessante e inaspettata. Interessante perché ha permesso di conoscere il ribollio, nel vero senso della parola,che sta avvenendo nel vigneto giuliano con la sirena Prosecco da una parte e la voglia di tradizione dall'altra. In più inaspettata perché si sono assaggiate delle bollicine di qualità con vitigni che caratterizzano la storia dei vini fermi autoctoni friulani.
La presenza dei produttori inoltre ci ha permesso di conoscere più a fondo le idee e le prospettive che hanno dato vita a questi prodotti.
Ecco dunque i vini in degustazione con un punteggio in centesimi che vuole dare un'idea del valore del prodotto alla degustazione.
 
COF DOC Ribolla Gialla Spumante Collavini
Manlio Collavini è personaggio sagace e dalla dialettica opportuna. È anche onorevole, a volte si sente, a volte meno. La sua frase che mi ha particolarmente colpito è stata: "In cantina le tecnologie sono avanzatissime ma non ci sarà mai nulla che sostituirà il tempo". Insomma la pazienza è la virtù dei vignaioli. Questa Ribolla infatti sosta in grandi cisterne di acciaio per il tiraggio per circa due mesi e poi l'affinamento va dai 24 ai 28 mesi. Una tecnica di charmat molto lunga per rendere le bollicine più fini e la struttura complessiva del vino più elegante e sinuosa al palato. È intensa nei profumi, floreale e fruttata con sensazioni di intrigante esoticità. Al palato è fresca e ancora citrina con una bollicina fine e per niente aggressiva. Secco e sapido. 85/100
 
RibollaNera brut 2008 Primosic di Oslavia
Marko Primosic presenta questo spumante composto da uve Ribolla Gialla e Pinot nero. Ed ecco dunque il mix interpretativo anche sul nome che allinea i due vitigni. I Primosic stanno sperimentando tutto quello che si può fare con la Ribolla. Dopo Think Yellow ecco arrivare il blend con il vitigno nobile in assoluto per la spumantizzazione, il Pinot Nero appunto. Un abbinamento che combina le freschezze esotiche della Ribolla e la sua delicata sapidità con la forza strutturale del Pinot Nero e la sua complessità aromatica. Al naso sa di violetta e di frutti rossi di bosco ancora acerbi. Delicatamente speziato propone al palato una bollicina dotata di cremosità e setosità. 84/100
 
Ribolla Nera Spumante Adriano Gigante
Qui la Ribolla Nera sta per lo Schioppettino. Un vitigno autoctono che da soddisfazioni se vinificato rosato e spumantizzato come in questo caso. Adriano Gigante è uomo friulano concreto di poche ma buone parole. Una sua citazione è questa: "Un vino è buono se due persone insieme riescono a finire la bottiglia". Il suo spumante è come lui. Schietto e molto tipico. Al naso porta una bella sensazione delicata di rosellina selvatica e altri fiori bianchi. Frutta rossa acerba, lampone, marasca, ribes. Al palato rimane un po' acerbo a ancora un po' tannico con un'ottima freschezza e sapidità. 86/100
 
Puiatti Rosè Extra Brut Puiatti
Puiatti rappresenta un po' l'icona friulana delle spumantizzazioni con metodo classico. Un uomo fiero e diretto, un friulano gentile, tenace e concreto che si adira quando pensa alle evoluzioni future del mondo delle bollicine friulane e soprattutto si infiamma sull'"affaire prosecco" in Friuli. Elegante nel modo di porsi ha affermato: "il mondo del vino io lo chiamo arte nel bicchiere". Il colore del suo Pinot Nero rosè è di una brillante buccia di cipolla con tonalità rosa tenui. All'olfatto esprime sensazioni di frutta rossa acerba come lamponi, ribes e marasche con una sensazione un po' accentuata di crosta di pane calda. Al palato i lieviti si fanno sentire un po' troppo e la sensazione di pane non è così elegante. Inoltre non mantiene un buon equilibrio al palato con una acidità un po' discordante dal resto della massa. 83/100
 
Terra e Cielo Spumante Brut Metodo Classico Borgo delle Oche
È un'azienda emergente del Friuli che ha sede nelle Grave una delle denominazioni friulane che fino ad oggi sono sempre state associate a vini di minor pregio. Nicola Pittini e la moglie Luisa Menini invece hanno intrapreso una strada di forte rigore in vigne e di intelligente applicazione enologica in cantina. Si sono individuati prodotti molto interpretativi del territorio e quindi caratterizzati un po' tutti da una particolare concentrazione e profondità di carattere. Nicola ha affermato che "il vino si fa dall'uva ma l'uva deve parlare ad ogni persona". In questo spumante il è frutto maturo e piacevolmente adagiato su sensazioni calde di crosta di pane e leggere speziature dolci. Al palato dimostra tutta la sua matericità e complessità aromatica con frutta esotica, agrumi, drupe gialle, frutta secca. Molto sapido abbastanza fresco sicuramente persistente. 85/100
 
Spumante KK di Edi Kante
Edi Kante è un po' l'emblema, in questo gruppo di produttori, dell'anima friulana di confine. Quella dove la spregiudicatezza slava è combinata alla razionalità italica. Edi è in un certo senso un rivoluzionario che applica tecniche di vinificazione inconsuete e che la maggior parte dei produttori seduti al tavolo con lui ritengono addirittura improponibili. Schietto mira subito all'obiettivo anche quando gli viene fatta la domanda se pianterà Prosecco... La sua risposta è "se trovo il terreno adatto che sto cercando lo pianterò ma proverò a vinificarlo come facevano i vecchi delle mie terre. Farò una spumantizzazione senza rifermentazione!". Edi ama la sua Vitovska e durante l'incontro afferma che non toglierà mai questo vitigno per fare spazio ad altri tipo il Prosecco. "Togliere la Vitovska dalla mia cantina per fare spumante è come togliere qualcosa dal mio cuore!". Il suo KK è una bollicina di riferimento sul Carso. La più evolvente in maniera positiva nel bicchiere di tutte quelle assaggiate. Un po' timida appena versata ma poi fortemente espressiva. Floreale e fruttata proviene da un taglio di Chardonnay e Malvasia Istriana. Al palato è ben equilibrata e setosa. Più passa il tempo e più si fa cogliere appassionata ed elegante nelle sue espressioni aromatiche. 87/100
Bernardo Pasquali

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