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Barbaresco DOCG 1997 : Produttori del Barbaresco

Acino Parlante

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04/11/2009

Di questi tempi il Barbaresco è uno di quei vini che maggiormente sta soffrendo la crisi economica che sta attanagliando la comunità mondiale. Le richieste, soprattutto nel mercato statunitense stanno crollando e la ripresa se ci sarà non favorirà acquisti come in precedenza. il prezzo del vino è sempre stato sostenuto e questo lo ha fatto diventare poco attrattivo nei confronti degli operatori del settore. Lui più del Barolo ma anche quest'ultimo sta soffrendo molto. 
 
Si confermano voci di vendita di quote di vino della scorsa annata a prezzi molto scontati verso commercianti senza scrupoli che se ne stanno approffittando. Questo a scapito del prodotto e con il rischio di comprometterne il valore che  era stato creato fin qui sapientemente dal sistema langarolo.
 
Eppure il Barbaresco è un vino che esprime nel miglior modo possibile la vera essenza delle terre della Langa piemontese e delle sue genti. Un prodotto che ripropone una autentica austera eleganza  e genuina semplicità. E' un pò l'anima del contadino langarolo che mescola nobile sobrietà sabauda ad una gentile rusticità, intesa come profondo amore e rispetto per le proprie terre di origine.
 
E' il vino che racconta semplicemente le dolci colline di Barbaresco , dove la geometria dei vigneti insieme alle esili chiome dei noccioleti contornano piccoli borghi sabaudi di mattoni granati dal tempo. 
 
Si tratta di un Nebbiolo 100% che nasce dai vigneti collocati sul territorio di Barbaresco e che subisce una vinificazione tipicamente langarola con fermentazione malolattica e affinamenti in legni pregiati di origine francese. L'annata 1997 è certamente da definirsi storica per gli equilibri raggiunti dai vini grazie ad un'evoluzione metereologica che ha favorito una maturazione vegetativa perfetta delle uve. 
 
In questo Barbaresco di 12 anni riconosciamo una grande complessità olfattiva dove emergono ancora nitide le componenti fruttate e dolcemente speziate. Ottima mineralità esaltata dall'affinamento prolungato in bottiglia che mette in risalto un'elegante percezione di elementi del sottobosco. Bella pulizia e ottima evoluzione  nel bicchiere di tutte le sensazioni terziarie di vaniglia, frutta secca e liquirizia.
 
Al palato è elegantemente integro con un tannino ottimamente maturato e rotondo che lascia un effetto vellutato e setoso sulle pareti del palato. Piacevole l'equilibrio con l'alcool che è ben mitigato da una bella sensazione di frescheza e di sapidità. Frutto sotto spirito  e spezia dolce di cannella e chiodo di garofano. Nuance di cioccolato e liquirizia ma molto fini. 
 
Abbastanza persistente con un bel finale ammandorlato e  nocciola tostata.
 
Grande millesimo per un grande vino. Emozionante perchè ti porta dritto nel vigneto a distanza di 12 anni e ti fa respirare la terra della Langa più autentica. E' Barbaresco, pochi effetti speciali ma la forza espressiva di un vitigno cresciuto su marne aspre ed essenziali.
 
Un vino semplicemente e silenziosamente nobile. Emoziona con autentica passione. L'anima delle Langhe!
 
Bernardo Pasquali

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