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Anche Antolini sceglie il tappo a vite

La cantina della vallata di Marano di Valpolicella rinnova il suo Classico con il tappo a vite

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11/08/2014

Antolini passa allo Stelvin (tappo a vite) con il suo Valpolicella Classico DOC. Una scelta che lui semplicemente spiega con la facilità dell’apertura, con la maggiore tenuta nel tempo del prodotto e l’impossibilità di avere scarti a causa di tappi inaffidabili. Aggiungiamo anche che questa scelta è anche più internazionale e rivolta ad un pubblico che non si fa remore davanti a tale soluzione di chiusura? Purtroppo lo Stelvin in Italia è ancora tabù e le aziende tendono a usarlo solo per le produzioni rivolte ai paesi europei o extracee. Sappiamo che ci sono paesi dove lo Stelvin è obbligatorio, Nuova Zelanda ad esempio. Ma basta andare in tutte le enoteche in giro per il mondo e capire quanto questo processo fuori del Belpaese, sia comune e consolidato. Da noi l’effetto poesia di un tappo che si toglie dalla bottiglia ha un valore psicologico ancora molto importante. Eppure ormai si inizia a trovarlo sugli scaffali anche della grande distribuzione. Molti Consorzi l’hanno adottato come elemento di chiusura per le fasce di prodotto più semplici. Tra gli altri anche il Soave pure sul Classico. Insomma da analisi comparative di stessi vini imbottigliati con tappi di materiali diversi, si evince che, alla fine lo stelvin garantisce meglio la qualità. A questo punto, cari amici, se prendete un vino cheap almeno controllate che abbia lo stelvin. Talvolta le cantine si perdono in surrogati di pvc e altri materiali in resina per simulare il tappo. Niente di peggio…meglio un bel stelvin, un tappo a vite insomma! E’ come bere dalla vasca…l’ossigenazione viene parzialmente inibita e quindi i processi ossidativi e di maturazione del vino rimangono più lenti. I profumi rimarranno pertanto per lungo tempo più freschi e fruttati e alla fine la giovinezza del vino si prolungherà per più tempo. Perdiamo un po’ di poesia…ma una volta aperta una bottiglia il vino deve recitare comunque…e se la poesia del cavatappi compromette la qualità nel bicchiere…beh preferisco una piccola stonatura delle rime ma la garanzia della piacevolezza sostanziale. 

Bernardo Pasquali

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