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A ricordo di Patrizia, dolce sorriso della Valpolicella

Dal suo sorriso dolce una lezione d'amore per la Valpolicella

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27/06/2014

Patrizia Begnoni è volata in cielo. Giovane, innamorata della propria famiglia e della sua terra: la Valpolicella. Una donna raffinata, che non amava i clamori ma che ha dedicato la sua vita con amore e dedizione alla sua azienda. Si è impegnata profondamente per la valorizzazione delle sue amate colline, i vigneti della Valpolicella e gli spazi della sua azienda Santa Sofia. Io ho avuto l'onore di conoscerla ma, soprattutto, di scrivere un pezzo che è poi diventato parte integrante del bellissimo libro "Donne in Vigna" edito da Vini Buoni d'Italia. Mi ricordo il suo dolce sorriso e la luce nei suoi occhi. Ecco non aggiungo altro, ricordo che a lei piaceva molto quanto avevo scritto e mi porto le sue parole di gratitudine come un dono grande. Grazie Patrizia!

 

PATRIZIA BEGNONI SANTA SOFIA di Bernardo Pasquali

Patrizia ha gli occhi gentili che riflettono l’anima poetica di una vignaiola predestinata. Sin da piccola ha respirato l’odore dei mosti, ha saltellato su e giù dalle botti in cantina e ha assaporato l’eterea evoluzione dei vini del padre. L’ha fatto a Villa Santa Sofia. Non è da tutte poter crescere alla luce di una delle più belle e scenografiche ville del Palladio. L’unica a Verona. Patrizia è elegante e gentile nei modi di fare, di raccontare la sua vita nel magico mondo del vino. Un mondo che, come definisce lei stessa, le ha dato tanto e le ha fatto conoscere l’essenza della sua storia.  Il Vino, un amore che le ha offerto l’opportunità di sorridere alla vita, di aprire gli orizzonti al mondo e di conoscere le passioni degli uomini.

L’attrazione di un calice…era solamente questo il vino per Patrizia da bambina. La curiosità di capire perché tutti gli amici di papà fossero così inebriati da quel liquido colorato nel bicchiere. Un elemento che le ha scatenato immaginazioni e fantasticherie di bambina. Il vino, quell’inarrivabile nettare di gioia e soddisfazioni che tanto conquistava gli uomini.

Da qui parte la sua ricerca, la sua avventura in azienda sin da giovane. La sua voglia di penetrare il mondo del vino anche nelle sue rivelazioni più emozionali. Il suo è un approccio quindi non materico, fisico, didascalico. La sua ricerca è quella di carpire le sensazioni sottocutanee del vino, ed ecco quindi radicarsi nel suo cuore il desiderio di accogliere e comunicare. Trasmettere le emozioni che si irradiano da un calice. Il Valpolicella Superiore Monte Gradella è quello in cui si riconosce maggiormente, il suo compagno di strada e di vita come ama chiamarlo.  Eppure in lei esiste l’intraprendenza di chi non si ferma e cerca sempre nuove evoluzioni e in certo senso rivoluzioni. La voglia di imparare l’arte in vigna e in cantina tanto da partecipare ad un corso per mastro cantiniere. L’idea che il vino non è solo quello che arriva nel bicchiere ma quello che parte da lontano e racconta la storia di una famiglia, i calli degli uomini che hanno curato l’uva e domato i mosti. Un lungo percorso di sogni, sacrifici, lacrime e sorrisi tipici di tutti coloro che hanno un grande progetto da realizzare.

Patrizia ha corso con loro e lo sta facendo tutt’ora e ne va fiera. Lo fa in Valpolicella in una terra che ama e che rispetta. Una terra foriera di successi ma che allo stesso tempo, come dice lei, è uno spaccato contraddittorio del progresso che ha accomunato il Veneto.  Paesaggi incantevoli e insediamenti industriali che raccontano tutto il dinamismo di queste genti. Oggi Patrizia è vicepresidente della Strada del Vino Valpolicella e si sta battendo con tutto il cuore per valorizzare la salvaguardia del territorio e l’armonizzazione concreta di tutti i soggetti che operano sul territorio.

“Per me la Valpolicella è una culla che raccoglie tutto ciò che ho sognato fin da piccola”. E lei fa di tutto perché questo sogno possa splendere sempre di più. Il popolo di queste vallate ha le sue radici negli antichi Arusnati  Celti, talmente all’avanguardia che i romani li onorarono con il rispetto e la tutela delle loro tradizioni e delle loro leggi. È un popolo orgoglioso l’arusnate e questo orgoglio lo si ritrova nei volti degli abitanti di oggi. Un popolo anche chiuso e sospettoso a volte ma che serba nel cuore tanta umanità e coraggio.

Patrizia ama l’eleganza nei vini e la rotondità. Una visione passionale che legge oltre il vino. Nel suo Amarone cerca il timbro sottile, il carattere, la suadenza. Tutti elementi distintivi della sua famiglia nella quale riconosce il dinamismo del fratello Luciano e l’intraprendenza e passione del padre Giancarlo.

Ci  tiene però a sottolineare che la storia di Santa Sofia è più femminile che mai visto che la maggioranza degli operatori da sempre è donna, dalla cantina agli uffici!

Oggi Patrizia ha raccolto l’esperienza della sua vita in questa cantina e svolge l’importante attività di accoglienza dei moltissimi visitatori. La sua grazia e simpatia, i suoi modi gentili sono l’altra faccia di questa realtà storica della Valpolicella. Un soffio di Palladio sulle essenze di Bacco!

Bernardo Pasquali

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