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Il nostro pranzo di Natale

Per il pranzo di Natale proviamo a osare, ma con un occhio al passato. Questa è la nostra proposta, quattro piatti per un pranzo speciale, ma non troppo  rivoluzionario.

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16/12/2013

C'è un dubbio lecito quando si inizia a pensare al menu del pranzo di Natale: mantenersi ancorati alla tradizione di famiglia e riproporre i piatti che ci accompagnano fin da bambini, oppure osare un cambiamento che porterà stupore e forse qualche critica da parte dei commensali?
 
Si parte con una crema di fagioli neri con cubetti di polenta taragna. I fagioli sono quelli brasiliani, non sono difficili da trovare anche nei negozi di prodotti biologici. L'accompagnamento con la polenta taragna passata in forno ne esalta la delicatezza; è un perfetto connubio per un inizio di pranzo.
 
Il primo piatto porta in tavola un prodotto che sa di Natale per definizione: i cardi. Forse non è un prodotto conosciutissimo, ma la sua stagionalità lo rende reperibile proprio nel periodo natalizio. Trasformati in una crema diventano la struttura portante di questo Risotto ai cardi e crema di taleggio, un piatto ricco di sapore impreziosito dal taleggio aggiunto in fase di mantecatura che ne esalta la cremosità.
 
Per il secondo scomodiamo sua maestà "la faraona". Petto di faraona al vin santo, per rimanere aggrappati alla tradizione con un occhio all'innovazione. Il piatto si prepara in poco tempo ed è di estrema soddisfazione al palato. La dolcezza del vin santo viene equilibrata dall'amarognolo del radicchio di campo, verdura che abbiamo pensato di abbinare a questo piatto.
 
Si chiude con la versione veronese del dolce Diplomatico. E' tipicamente di Verona perché ha come base il Pandoro che viene composto con un accenno di rum e una leggera crema pasticcera.
 
Luisa e Marco

Il cantina e'