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Annata 2013 in Triveneto. Difficile e faticosa.

Siamo tornati ai dati analitici dei vini anni '90. Non è un dato negativo ma sicuramente sorprendente dopo annate di così forti cambiamenti climatici. Oggi sempre di più il vignaiolo deve essere anche metereologo attento!

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06/09/2013

Un’annata così stravagante è difficile da ricordare. Abbondanti precipitazioni e temperature sotto la media nella prima parte dell’anno fino a giugno e poi scarsità idrica subito a partire da luglio fino ad oggi. Difficoltà quindi nella gestione dei vigneti con una certezza: non esiste più una vera e propria stagionalità.

Veneto

Qui si vedranno i bravi vignaioli che avranno saputo interpretare in maniera corretta i segnali del tempo e gestire la sanità delle vigne. Queste certamente hanno sofferto in quanto sono state sottoposte a forti stress sia idrici che termici; il metabolismo non ha funzionato regolarmente e questo ha causato un apporto zuccherino decisamente sotto la media, acidità velocemente in calo e, per i vitigni più sensibili, diminuzioni di rese per colature e aborti floreali estivi come nel caso della Corvina. Ne beneficeranno i sostenitori dei vini più sottili e freschi. Infatti i vini saranno mediamente meno alcolici con valori in linea con quanto si otteneva negli anni 90, prima del cambio climatico. Dall’andamento finale prevendemmia si osserva comunque un giovamento per i vitigni a bacca nera in quanto, lo stress idrico pre-invaiatura, sta stimolando la produzione antocianica e fenolica che come sappiamo significa vivacità cromatica e ampiezza aromatica nei vini. Gli acini sono generalmente di maggiori dimensioni e i grappoli più pesanti. Il ciclo vegetativo è posticipato generalmente di 10-15 giorni. A livello produttivo i dati regionali 2012 evidenziano un incremento medio del 5-10% per i vitigni a bacca bianca mentre rimane inalterato per i vitigni a bacca nera. L’effetto Prosecco si fa sentire e in Veneto l’aumento di produzione per vitigni a bacca bianca, soprattutto Glera, è in provincia di Venezia del 16% e Belluno +42%.

Bolzano

Nella Provincia autonoma di Bolzano gli effetti climatici stanno offrendo situazioni qualitative inaspettate che vanno verso una valorizzazione dei vini da vitigni autoctoni. Le forti escursioni termiche degli ultimi giorni e il fatto che la temperatura non abbia mai superato i 30°C nell’ultima decade di agosto, hanno posticipato la vendemmia di 10-15 giorni e ciò favorirà gli aromi freschi e fruttati. La resa aumenta del 5-10% in più rispetto al 2012.

Trento

Anche nella provincia autonoma di trento l’andamento stagionale ha visto grande piovosità fino a giugno e poi una stabilizzazione con un andamento stagionale asciutto con temperature sopra la media di riferimento. Lo stato vegetativo delle viti si presenta al momento nella media e la sanità delle uve è ottima. L’accumulo zuccherino è costante anche se molto veloce. Si prospetta quindi un’annata di qualità soprattutto per le uve destinate alla spumantizzazione del Trento DOC.

Friuli Venezia Giulia

Anche qui situazione analoga che nelle altre regioni del triveneto con l’arrivo di qualche pioggia verso la fine di agosto. Lo stato vegetativo della pianta è generalmente buono nei vigneti irrigui con disomogeneità nei vigneti non irrigui collinari e nella bassa friulana. L’aumento zuccherino è in media inferiore rispetto allo stesso periodo del 2012 con un ritardo di almeno 7 giorni. L’acidità sarà ottima e questa sarà una garanzia per la qualità del prodotto. 

Bernardo Pasquali

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