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Anteprima Amarone 2008 tra novità e contraddittorietà

L'anteprima Amarone 2008 sarà ricordata per la sua contradditorietà! Credo e spero che si tratti di un'edizione spartiacque e l'ultima così segnata dalle controversie tra le parti. 

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29/01/2012

L'anteprima Amarone 2008 sarà ricordata per la sua contradditorietà! Credo e spero che si tratti di un'edizione spartiacque e l'ultima così segnata dalle controversie tra le parti. Ero incerto se parlare anche di queste cose ma alla fine non si può non farlo. Ieri seduto accanto ad un grande giornalista francese mi ero stancato di giustificare le assenze più che parlare dei presenti. Insomma un'edizione a metà! Troppi brand fortemente rappresentativi nel mercato mondiale assenti. Non faccio i nomi degli assenti,  vi basterà poi leggere i  presenti e trarre le conseguenze. Sostanzialmente una versione Classica dell'anteprima con un'assenza massiccia delle vallate orientali. Uno sforzo da parte del Consorzio di dare un'impronta geografica all'evento con la suddivisione delle aree in maniera ordinata.Questa sì un'idea pregevole da sviluppare sempre di più anche da un punto di vista visivo. Un ottimo, come al solito, momento di riflessione e di presentazione dell'annata con gli interventi del mattino. Indicazioni chiare su un'annata anch'essa di per sé contraddittoria dal punto di vista metereologio ma alla fine dominata da un elemento incoraggiante: la freschezza e la valorizzazione dei suoli d'origine, i terroirs.

E' un'anteprima che mette in evidenza una cosa un po' troppo italiana che se non saremo in grado di superare ci porterà a perdere occasioni importanti di crescita: l'unione e la condivisione di un successo. Sì perché tale è quello dell'Amarone! Ammettiamo che molte aziende non partecipino perché escono con millesimi ancora troppo lontani dal millesimo 2008. Ad esempio le cantine della vallate di Mezzane e Illasi per lo più sono in commercio con prodotti che almeno sono precedenti di un anno e mezzo rispetto il 2008. Prendere un campione dalla botte (quale poi?) sarebbe un modo poco sincero di far capire le potenzialità del loro millesimo. Vorrei ricordare a tutti che le botti che contengono l'Amarone in ogni azienda sono sempre molte e alla fine il vino che sarà messo in bottiglia sarà il compromesso virtuoso di tutte loro messe assieme. Insomma molti produttori di quelle zone affermano che non se la sentono di portare campioni troppo approssimativi del loro vino in bottiglia. Potrebbe risultare quantomeno fuorviante per il consumatore finanche per gli addetti ai lavori. Romano Dal Forno sta uscendo con il 2004, I Campi di Flavio Prà pure, Fattoria Garbole con il 2006, idem per Ferragù e Marco Mosconi che escono con millesimi di metà dello sorso decennio. Anche alcune aziende della Valpolicella Classica hanno questo problema, me lo hanno confermato Federico Pellizzari di Terre di Leone o la cantina Manara, ma non sono i soli.  Ma quello che è successo quest'anno è l'assenza delle Famiglie dell'Amarone che si è fatta sentire...e chi dice il contrario non è obiettivo! Insomma ci sono situazioni che non giovano all'immagine di questa grande denominazione, la Valpolicella. Personalmente non voglio prendere le parti di Pedron, il Presidente del Consorzio, o delle Amarone Famylies...io voglio prendere la parte della Valpolicella! Insomma finchè non si da forza ad un territorio e ai suoi uomini non si da futuro ad un vino. Per ottenere il primo risultato serve che tutti corrano convinti verso un unico obiettivo. Abbiamo esempi eclatanti poco lontani da noi da quei cugini da cui troppe volte si vuole prendere le distanze. Cosa credete che abbiano fatto gli amici della Champagne o della Borgogna? Non vi diranno mai che esiste la Borgogna dei migliori! Qui invece è ormai una consuetudine girare per cantine e sentire affermazioni negative tra produttori. È un peccato e sono molto preoccupato di questo atteggiamento che alla fine non porterà lontano. Credo che il Consorzio debba prendere in mano questa situazione e fare chiarezza una volte per tutte.Lo chiedo a Pedron e alla sua genialità. Sarà un compito difficile ma una volte per tutte si diano delle regole su come dare valore alla Valpolicella. E si parta da una politica dei prezzi che non sia dannosa e rischiosa. E questo vale per tutti! Mi sembra che attualmente le politiche siano state soprattutto rivolte a dare dignità a chi fa quantità piuttosto che dare dignità alla qualità del vino. Ho sentito parlare tra le righe di dualismo tra vallate...bene partite da lì! Da questo disagio che molti produttori di Marcellise, Mezzane e Illasi mi confermano. Quello di essere un po' confinati. Sono stufi di essere chiamati "quelli dell'allargata...". Soprattutto sapendo di rappresentare vertici di qualità indiscussi  e sempre più blasonati a livello internazionale. Cari amici della Classica superate la sindrome del '68 e siate orgogliosi di una zona più giovane che esalta il valore del vostro territorio geografico. Non si ragiona a vallate per dire che una zona è meglio dell'altra o più vera dell'altra. La forza della Valpolicella è anche questa eterogeneità di stili mediati dal territorio. Attenzione! I 200 giornalisti e operatori presenti da tutto il mondo sabato e domenica non si lasciano incantare da un'anteprima... Speriamo che il 2008 sia uno spartiacque dunque! Per amore e responsabilità verso questo grande territorio vitivinicolo che tanti ci invidiano. Ah anche i francesi!

 


 

Bernardo Pasquali

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