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Soave Il Casale 2004 di Agostino Vicentini. Altro che vino vecchio!!

Acino Parlante

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30/11/-0001

Appena l'ho assaggiato ho chiamato l'amico Agostino Vicentini. "Senti Agostino, hai ancora bottiglie del 2004 del Casale?". Risposta..."de che...??? non so forse nel sottoscala!". Agostino è schietto come sempre! "A me il vino piace fresco! Poi faccio fatica ad accontentare tutti e quindi non me ne rimane mai!". Teresa, la moglie, lo guarda sempre con aria sorridente ma allo stesso tempo so che sta "nascondendo" le ultime annate ultrablasonate del Casale per creare una vinoteca almeno decennale. A parte gli scherzi (ma non stiamo scherzando del tutto!) qui come in tante e, forse troppe aziende del Soave, non c'è la tradizione dell'affinamento in bottiglia del vino. Peccato!

Allora dico sempre ad Agostino, "il tuo vino lo affino nella mia cantina e poi ti faccio sapere!". Ed ecco arrivato il momento per degustare il Soave Superiore 2004 Il Casale. era ancora poco considerato dalle guide, nel senso che Gambero Rosso, Vini Buoni d'Italia e le altre non lo avevano ancora insignito di medaglie come negli ultimi 3 anni.

Io ci ho sempre creduto! Ho sempre pensato che nascondesse un'anima Soave tra le più dirompenti tra i prodotti che avevo avuto modo di conoscere. Oggi che di Soave ne conosco molti non ho cambiato idea. Era una versione forse un pò più rustica, se così si può dire. Aggiungo...più Agostino Vicentini! Il vino parla del vigneto e della terra ma è sempre espressione dell'uomo e prolungamento di un'idea di esistenza. In quel vino c'è sempre stata tutta la schiettezza, l'orgoglio e la potenza che anche agostino incarna. Insomma un vino che non te le manda a dire. Con il tempo forse ha ammorbidito i toni ma ha sempre mantenuto quel vigore garganego che lo rende unico.

Le vigne Agostino le conosce una ad una. E' il vigneto dietro casa, quello dove ti porta sempre per farti capire cosa significa 80 qli/ha. Ed io lo ringrazio ogni volta perchè mi ha fatto capire come leggere i vigneti. Mi sono reso conto in pratica di quanti "80 qli/ha" ci siano solo a parole...

Ma parliamo di questo 2004. Annata successiva alla torrida 2003 segnata da un vortice siccitoso interminabile che ha segnato profondamente la produzione anche nelle terre di Colognola ai COlli. Il 2004, al contrario, è stato più fresco, anche più piovoso ma non certo compromettente.

Buona pulizia olfattiva innanzi tutto con una dolce evoluzione del frutto, pesca noce e albicocca, mela golden bella matura e scorzette di arance candite. Erbette aromatiche leggermente essicate, salvia e rosmarino su tutte! Sensazione delicatamente balsamica di mentuccia. Miele di acacia e fine cioccolato bianco. Al palato una bella complessità del frutto con una decisa sapidità e freschezza che accompagna un frutto dolce coerente con il naso e piacevolmente speziato di cannella. Lungo il finale, di frutta secca ed in particolare mandorla e mallo di noce.

Ottima l'evoluzione nel bicchiere e la sua stabilità.

Insomma Agostino ripongo tutte le mie speranze nella Teresa che nasconda bene le tue annate...ne vale la pena. Davvero!!

Bernardo Pasquali

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