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"Noi per AIS"...forse qualcosa può cambiare!

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16/10/2010

Sono stato AIS anch'io. Anzi devo dire che il merito di quello che so e dico sul vino in un certo senso lo devo proprio a quella Associazione di Sommelliers. Le basi sostanziali mi sono arrivate da lì! Poi ne sono uscito. Ho scelto una via di scrittura e di coordinamento di una delle più importanti guide per il Veneto. Questo significava contrapporsi agli "interessi" dell'associazione e, quindi, ho accolto la loro richiesta, provenutami da Milano, di uscire.

A dire la verità non ne sono mai uscito del tutto! Anche perchè ho sempre creduto prima  di tutto nel valore delle persone che nei dogmi associativi. E quindi  so di avere molti amici e molti di loro mi accompagnano nelle degustazioni della  guida Vini Buoni d'Italia del Touring Club, in giro per le denominazioni veronesi! Ops...forse non dovevo dirlo ma io ne vado fiero!!!

Tra poco scade un importante appuntamento per l'Associazione a livello nazionale. Come al solito c'è una parola che emerge da tutte le "campagne elettorali" dei singoli candidati. Rinnovamento! Io per l'Ais ho sempre pensato anche ad una parola un pò tabù...decentralizzazione!

Un amico che si candiderà, Marco Aldegheri, ottima persona e ottimo formatore AIS, mi ha chiesto di poter divulgare le idee della sua lista. Io, non solo lo faccio con piacere, spero anche che possa diventare un progetto condiviso per molti degli associati che andranno a votare il 27 ottobre prossimo.

Non è solo una questione di amicizia personale; dai contenuti espressi e dalla tenacia che riconosco a Marco, so che potrebbe diventare realmente un progetto concretizzabile.

Ho molti amici AIS romani e tra questi Alessandro Scorsone che stimo per professionalità e umanità. Io credo che anche loro sarebbero d'accordo nell'affermare che oggi nell'AIS c'è un'accentuazione di quella che è la centralizzazione del sistema. E quindi mi piacerebbe sapere anche da lui e da loro cosa ne pensano. Ne è un esempio la gestione della guida Duemilavini. Parlo di questo perchè di guide me ne intendo e posso essere più opportuno...

Non esistono commissioni delocalizzate che approfondiscono le singole realtà territoriali. Tutti i vini vengono richiesti e selezionati da Roma. Eppure nel loro territori ci sono straordinari sommelliers che conoscono direttamente problematiche, dinamiche, particolarità ed eccezioni di ogni singolo territorio vitivinicolo. C'è sempre molta aspettativa prima delle degustazioni AIS in guida e poi molta delusione per la mancanza di novità. Si parla sempre di guida fotocopia...eppure a volte la percentuale di rinnovamento e di presenza di nuove aziende di qualità è talmente irrisoria che ci viene da credergli a tutti coloro che se la cavano con quella dizione.

Nel progetto "Noi per AIS" questo è un punto fondamentale a cui viene dato risalto nella parte definita "Equilibrio e Coesione" e viene elencata in questo modo tra i punti del capitolo: Coinvolgimento di tutte le associazioni regionali nella guida ufficiale AIS valorizzando la capillare presenza sul territorio delle nostre associazioni. Insomma è un problema reale che personalmente sento esprimere dai soci sempre di più. Io che ho la fortuna di avere in degustazione alcuni di loro posso dire quanto sono fortunato e quanto si perde l'associazione nel non dare respiro a questa delocalizzazione richiesta.

Ho avuto l'occasione di discutere di questa scelta di schieramento anche con Dino Marchi , (attuale Presidente AIS Veneto che sosterrà "Noi per AIS"),  durante il Concorso Nazionale dei Merlot ad Aldeno in quanto giurati entrambe. Ebbene anche da parte sua rinnnovamento = decentralizzazione. Significa dare fiducia alla periferia. A me è parso, anche dalle sue parle, che il problema sostanziale sia di una chiusura centrale che ha stancato anche lui. Insomma c'è un pò di rassegnazione e voglia di conquistare un pò più di dignità all'interno dell'organizzazione nazionale.

Allego qui il programma della lista consegnatomi da Marco Aldegheri. Leggetelo! Non solo chi è AIS ma anche chi lo verrebbe diventare. E' un programma di buon senso. Niente di eclatante, di estremo. Una semplice volontà di far sentire più soci tutti i soci.

Credo che per la prima volta in AIS stiano emergendo sensatamente volontà da tempo pensate e lasciate a sopire latenti nelle menti più vive dell'associazione. Una realtà di condivisione di passioni, esperienze e strali di vita com'è AIS ha bisogno di quelle menti e di quella volontà.

L'AIS è un'istituzione di cui il mondo del vino italiano ha bisogno.

Oggi più che mai deve diventare "per". Quindi da Noi per AIS un invito a far sì che sia sempre più AIS per noi!

Bernardo Pasquali


 

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