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Pathos e forti emozioni alla verticale di Lugana Sergio Zenato Riserva

Acino Parlante

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21/04/2010

Una verticale di quelle che non si dimenticheranno facilmente. Ho avuto l'onore di guidare uno dei momenti più emozionanti di tutto Vinitaly. Un evento che ha portato con sè una profonda emozione nel ricordo del grande Sergio Zenato. Un uomo che ha segnato in maniera indelebile la storia e le prospettive dell'intera denomiazione della Lugana.

Nadia e Alberto hanno raccontato il sogno del papà che oggi assieme alla mamma Carla stanno portando avanti con grande entusiasmo. La famiglia Zenato ha portato in degustazione la storia della propria famiglia e quel sogno nato nei primi anni novanta. Quello di un vino che potesse competere con i grandi del mondo.

Emozionante anche la presenza e le parole di Silvano Tempesta  l'enologo che accompagna l'Azienda Zenato dal 1994 e ha impresso nel suo cuore e nella sua mente la lucidità e il coraggio di Sergio che lo ha portato ad un approccio enologico molto evoluto in tempi in cui si applicavano tecniche ancorate a vecchi concetti ormai stancamente superati.

Personalmente mi sono limitato a raccontare ad una platea di quelle rare per qualità e grande professionalità, le diverse forme espressive di un vino che è stato decisamente antesignano di tutta un'area vitivinicola gardesana. Il mio ricordo di un uomo che durante una indimenticabile intervista tra i vigneti ad una televisione locale era talmente orgoglioso e certo del valore delle sue terre, vigne e vini che prendeva il sopravvento facilmente come fosse lui il conduttore.

Ed è da questa forte personalità e carattere che si fonde la sua Riserva della Lugana. L'espressione probabilmente più vera di quel sogno diventato realtà.

Di seguito le varie annate, emozionanti, che ho raccontato durante la verticale di giovedì 8 aprile a Vinitaly.

 

2007

E' il punto di partenza. La linea starter da cui parte questo bellissimo viaggio a ritroso nel tempo di circa vent'anni. Lo stile di una Riserva che pone già le basi per una corretta predisposizione all'affinamento di qualità. Uno stile che si rinnova da anni e che si mantiene sotto questa veste almeno dal 2001, da quando cioè, anche da un punto di vista tecnico enologico, si è puntato maggiormente sul connubio tra un vino di grande spessore corporeo e una decisa freschezza e naturalezza del frutto. Ed è quanto emerge sia al naso che al palato. Qui ci sono già tutte le opportunità di evoluzione dei caratteri aromatici che poi ritroveremo nelle altre annate a seguire. Buona intensità floreale di gelsomino, fiori d'acacia e biancospino con delle nuance di fiori d'arancio. Sensazioni minerali di grafite nera che accompagnano un bel frutto giallo di agrumi ancora acerbi e leggermente citrini. Salvia e ortica ravvivano le poche sensazioni ancora verdi clorofilliane che si possono percepire. Si tratta di un profumo comunque rotondo, avvolgente, di buona intensità, fresco.

Un carattere, quello olfattivo, che trova coerenza al palato con una bella sensazione di freschezza e croccantezza del frutto, in particolare buccia di arancia e mandarino. Un buon equilibrio che si sostiene in maniera particolare su una efficace sapidità a tratti salina. Il 2007 è un'annata che certamente pone l'evidenza della precocità del prodotto che offre il meglio di sé con più anni di riposo in bottiglia. E' elegantemente precoce ma già ben definito nel suo carattere. Possiede doti di affinamento e una non indifferente serbevolezza.

2004

Questa annata interpreta in maniera inequivocabile la sostanziale eleganza  e integrità del frutto, tipico delle terre della Lugana di Zenato e del loro vitigno Turbiana. Aumenta l'intensità olfattiva e decisamente la complessità. È un quadro composito di fiori e frutta, di spezie dolci ed erbe aromatiche appena raccolte. La freschezza degli elementi espone al  convincimento che si tratti di  un'annata molto più ravvicinata. Eppure sono già sei gli anni di vita! Il doppio del 2007...eppure non sembra! Colpisce la nitidezza dei caratteri aromatici. Si distingue perfettamente la camomilla, il biancospino e la purezza del giglio. Eppure l'agrume in buccia di arancio e mandarino, l'albicocca e la polpa gialla della pesca. Un po' di macchia mediterranea con l'elevazione dell'alloro e della salvia ancora freschi. Nuances esotiche di frutto della passione. Mineralità molto fine anche se non particolarmente pronunciata e comunque con note eleganti di pietra focaia. Frutta secca sia al naso ma soprattutto al palato con una delicata sensazione di mallo di noce e di mandorla leggermente tostata. Lasciato nel bicchiere tende ad evolvere con stile e in maniera imprevedibile verso note balsamiche e leggermente mentolate. Di carattere leggermente morbido mantiene comunque una buona freschezza e soprattutto una marcata sapidità. Possiede un buon corpo, una certa matericità. È un Lugana di forte impatto emotivo e lascia impressionati per la sua straordinaria stabilità, la capacità evolutiva e, soprattutto, per la sua potenziale longevità.

2003

Annata torrida indimenticabile! 36 giorni con più di 34°C. ma qui si vede tutta la forza di questo territorio unico che è appunto la Lugana. Da una parte argille profonde e umide che hanno conservato la freschezza agli apici radicali della pianta e dall'altra un clima morenico con brezze mattutine e serali scaturite dall'intervallarsi sistematico delle correnti ascensionali e discensionali dalla pianura padana verso il Lago e dall'Adamello verso la pianura. L'Ora e il Pèler. I due fondamentali venticelli che condizionano la sanità e la vitalità delle vigne di Turbiana della Lugana. È un vino comunque figlio del Sole e di tutto il suo calore! Mantiene una corporeità notevole e una bella concentrazione complessiva. Non è certamente complesso al naso come altre annate di questa verticale ma mantiene una finezza ed eleganza del frutto, più evoluto, certamente, ma non cotto. Emergono infatti le tonalità della frutta secca, della nocciola, del mallo di noce, della mandorla leggermente tostata. Emerge il valore alcolico, anche se ben mediato da una salinità da iodio soprattutto al palato. E' rotondo, sinuoso, avvolgente, con un frutto dolce che tende ad insinuarsi verticalmente al naso offrendo una piacevole sensazione di canditi di agrumi. Fa un po' più fatica di altre annate ad aprirsi nel bicchiere e mantiene una persistenza gustativa meno prolungata. Piace però per il suo essere sostanza, materia composta ed elegante testimonianza di un frutto evoluto ma ancora franco.

2002

È l'intrigante finezza ed eleganza dei profumi. Un'annata dove, al contrario della precedente, l'apporto idrico non è mancato e anzi si è dovuta controllare la vigoria vegetativa delle vigne. Ne è nato quindi un prodotto che mantiene intatto lo stile in concentrazione voluto durante la lavorazione in cantina ma, allo stesso tempo, offre estensioni aromatico olfattive tipiche di vini d'annata. C'è molta freschezza nei profumi e molta finezza. Sono passati otto anni dalla vendemmia eppure si mantiene alto il profilo floreale che caratterizza maggiormente le annate più precoci. In particolare fiori bianchi, gelsomino, fiori di acacia, biancospino, e anche rosa canina. Sono molto evidenti note anche idrocarburiche minerali che hanno appassionato ancor più durante la degustazione. Erbette aromatiche fresche di alloro, salvia, rosmarino, timo. Possiede una bella concentrazione e mantiene una accattivante espressività del frutto anche al palato. Qui poi si introduce un certo carattere esotico di mango e papaja con declinazioni verso la buccia di  agrumi più nostrani. E' un'annata che ha presentato un'evoluzione certamente tra le più inaspettate e in un certo senso sorprendenti. Una grande dote di equilibrio al naso dei profumi molto ben bilanciati tra loro ma soprattutto con una bella ampiezza al palato e una piacevole persistenza. Se da un punto di vista agronomico il 2002 non rimarrà negli annali, da un punto di vista enologico si tratta di una bella sorpresa, segno di una materia prima cernita con dovizia e sapienza e soprattutto un'enologia accurata e fortemente rispettosa della purezza del frutto.

2001

Il 2001 è un bell'intermezzo tra un 2002 in concentrazione ma ottimamente equilibrato e un 1999 ricco di esaltazioni floreali. È un millesimo composto, piacevolmente fruttato di agrumi e di drupa gialla. Floreale di gelsomino e anche fiori gialli come ginestre presenta una sensazione leggermente speziata dolce di cannella. è fresco al naso e delinea un'annata tutto sommato di spessore che ha permesso una maturazione corretta e completa delle uve offrendo buoni estratti ma soprattutto mantenendo ancora quel carattere di freschezza leggermente vegetale e aromatica di salvia fresca e di ortica. Anche in questo caso marca il territorio della Lugana con la sua incontenibile mineralità! Al palato si mantiene equilibrato con delle sensazioni leggermente morbide sostenute da una buona freschezza e sapidità quasi salina. È un millesimo elegante, snello, ancora denota segni di giovinezza e potrà pertanto sostenere ancora una sosta in bottiglia prolungata. Mantiene una buona piacevolezza al palato grazie alla sua frutta ancora croccante di mela golden e pesca con nette sensazioni di agrumi e nuances esotiche di ananas. È accattivante nei profumi quindi ma intrigante negli aromi con un finale delicatamente tostato e ammandorlato.

1999

Una passeggiata sul lungomare... Potremmo riassumere così, con un'associazione di idee un po' spiritosa, l'essenza di questo bellissimo millesimo. Conservato perfettamente, anzi espressivo ancora di giovanili nuances fruttate e floreali, i suoi undici lo hanno caratterizzato per la sapiente mineralità di carattere salino e in particolare di iodio marino...sì proprio il profumo del mare all'alba o al tramonto.  Dicevamo del frutto che non evidenzia particolare segni di stanchezza, anzi dimostra ancora tutta la sua franchezza e istintività. C'è una netta mela golden ancora croccante, accompagnata da una dolce sensazione di albicocca e di succo di mandarino. Sensazioni olfattive che si intensificano al palato. Buon equilibrio complessivo. Ottima la pulizia sia olfattiva che gustativa. Un affinamento pregevole per questo Lugana Riserva. Un Lugana dallo stile più in concentrazione dove non vigeva la tecnica del blend con Lugana d'annata e che pone in evidenza certamente una concentrazione molto accentuata. Eppure l'impianto strutturale del vino è molto equilibrato e poggia su una acidità e sapidità notevoli. Doti queste che rallentano i processi di invecchiamento del prodotto e lo candidano a un affinamento ancora prolungato nel tempo.

1993

È la prima annata prodotta da Sergio Zenato. È il suo progetto racchiuso in quella bottiglia. Una delle ultime rimaste e sappiamo quanto significhi questo per la famiglia e i figli Nadia e Alberto. È un po' il riassunto di un sogno, di un'ispirazione, di una grande consapevolezza...dell'amore per la propria terra morenica. Con il 1993 emerge la rivoluzionaria intraprendenza agronomica di Sergio Zenato. La sua capacità di guardare oltre un modello produttivo ormai obsoleto che negli anni ottanta ha soffocato la qualità delle uve veronesi. Con questo prodotto si annuncia un deciso cambio di marcia nella concezione dei Lugana contemporanei. Sergio vuole far comprendere come le uve Trebbiano in quel territorio potessero, se lavorate e interpretate a dovere, offrire materia prima per ottenere grandi vini adatti all'affinamento positivo. Una scommessa vinta che ha segnato profondamente la denominazione e ha orientato molti altri produttori su questo versante.

L'intensità luminosa è viva, nitida, dorata dell'oro cangiante sfoggiato da Klimt in alcune sue tele. Testimonianza di integrità, di stabilità. Un carattere cromatico che ha colpito e affascinato al primo impatto il degustatore. I profumi sono complessi di frutta secca e di mandorle tostate, di nocciola gentile, di spezie dolci. Frutto maturo, succo di mela golden, mandarino e cedro canditi. Salvia, rosmarino, ortica essicate, profumi che riportano alla macchia mediterranea. Mineralità pronunciatà con nette sensazioni di pietra focaia e grafite. Nuance esotiche di cocco. Rotondo e morbido al palato con una bella sinuosità e lunghezza. Buon equilibrio con una piacevole sensazione ammandorlata dolce nel finale.

Bernardo Pasquali

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Il cantina e'