Cantina Ricchi

La cantina Ricchi sorge tra le colline moreniche del Garda mantovano nel comune di Monzambano. Si tratta di una delle realtà più significative di queste terre e che meglio sanno intepretare un terroir di pregio non ancora del tutto valorizzato come meriterebbe.
 
Le colline moreniche offrono terreni rimescolati a base di argille e ghiaie con una bella profondità e un significativo drenaggio. Principalmente di composizione calcarea e di terre di colore rosso particolare. La dolcezza dei declini delle colline è di grande fascino e attrae numerosi visitatori in bicicletta dal vicino Lago di Garda. Quest’ultimo è un bacino d’acqua che interviene in maniera significativa nel mitigare il clima durante tutto l’anno e soprattutto durante i periodi freddi d’inverno. Gli sbalzi termici sono comunque buoni da permettere maturazioni complessive delle uve che portano a valori di acidità costanti nei vini e a deliziosi profumi. Il terreno marchia in modo inconfondibile questi vini che sono dotti di una ottima sapidità e, soprattutto nei bianchi, di una vena minerale da terra bagnata di elevata tipicità.
 
I vini degustati a Vinitaly assieme all’amico Stefano Nappa del prestigioso locale Clos di Mantova, sono stati quasi tutti quelli della gamma dell’azienda. Con noi ha partecipato anche la titolare che ci ha fatto comprendere meglio tecniche e approccio “filosofico” ai prodotti.
 
L’unico spumante prodotto dall’azienda è uno Chardonnay con circa un 15% di Pinot Nero che viene vinificato mediante metodo classico e lasciato sur lie per 36 mesi. È un vino che esprime qualità di freschezza e complessità fragrante con una nota di nocciola ancora leggermente amara e una mineralità tipica. Al palato si percepisce quasi una sensazione di asparago ovverossia di vegetale mescolato alla classica sensazione di terra umida tipica delle colline moreniche. Abbastanza persistente al palato dotato di una bollicina schietta ma non grintosa. Punteggio 84/100.
 
Lo Chardonnay base 2007 ha entusiasmato per i suoi profumi notevolmente nitidi e franchi con una nota di banana fresca molto piacevole, mescolata ad una nota intensa di fiori bianchi ed in particolare fiori di sambuco, glicine e gelsomino. La nota di salvia fresca sembra di quelle appena colta. Al palato è fresco, sapido e minerale. Interpretativo del terroir d’origine, molto morenico. Un vino dotato di ottima bevibilità  di discreta persistenza al palato, molto fruttato e con una nota erbacea verde, con un piacevole retrogusto amandorlato delicato. Punteggio 88/100.
 
Chardonnay Meridiano 2006. È un vino che fa circa 6 mesi di affinamento in tonon di rovere. È un vino ancora giovane. In effetti manca di una positiva compenetrazione delle componenti acide e sapide con quelle morbide e gliceriche derivanti dal leggero affinamento. I profumi esprimono una finezza che al palato non è ancora così espressiva ma che a nostro avviso raggiungerà doti di equilibrio con il tempo in bottiglia. Punteggio 85/100.
 
Il Merlot 2007 in purezza base è un piccolo capolavoro del proprio terroir d’origine. Sappiamo che le colline moreniche sono soprattutto questi vini internazionali. C’è poco di autoctono… ma la qualità dei vini da Merlot e Cabernet in generale offrono molte soddisfazioni. È quello che si percepisce in queto Merlot. Dotato di ottima franchezza, vegetale e leggermente speziato e con una bella polpa di frutta rossa di bosco e di ciliegia. Molto buona la bevibilità con tannini morbidi e una bella freschezza d’insieme collegata ad una sapidità e mineralità che lo impreziosiscono. Punteggio 87/100.
 
Il Ribò, gioiello di famiglia, forse per la sua giovane età non ha dimostrato tutte le qualità che gli vengono riconosciute. Ancora un po’ troppo legato e chiuso non riesce a trovare ancora un giusto equilibrio tra le parti morbide e da affinamento e la dotazione acida e tannica. Si percepisce una certa profondità dei profumi e un bel corpo ricco di estratto. Un vino da aspettare con pazienza sicuri che fornirà le consuete soddisfazioni. Punteggio 85/100
 
Il passito di famiglia è alquanto intrigante. Le Cime si chiama ed è prodotto con Garganega e Moscato. Il vino possiede un corredo di profumi a dir poco esaltante con un fruttato elegante e complesso che si orienta verso la frutta candita e in particolare il cedro e gli altri agrumi. Ma è significativa anche la percezione di frutta secca, di nocciola croccante e di miele di acacia. Al palato presenta a mio avviso una anomalia che io ho ravvisato in questo senso. Il corpo del vino è un po’ troppo eccessivo con una glicerina veramente invadente e che limita la palatabilità. La grassezza è tale da far percepire una sensazione quasi oleosa in bocca che accentua la percezione morbida in maniera tale da sovrastare la pur importane acidità e sapidità tipiche. Del resto comunque si tratta di un ottimo prodotto che fa scattare le emozioni.Punteggio 88/100
 
Bernardo Pasquali


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