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Brewfist


Birre originali, di grande bevibilità e qualità, ricerca continua di nuovi ingredienti, nuove tecniche e nuove idee  ... questo è Brewfist

Spesso mi chiedo quale sia la strada, il percorso, l’approccio imprenditoriale, necessario per far si che alcuni amici possano trasformarsi da “semplici” homebrewer a professionisti del mondo della birra artigianale.

La risposta, o perlomeno una parte, l’ho trovata qualche mese fa al Rhex di Rimini (ex Pianeta Birra), quando Andrea Maiocchi sales manager di Brewfist mi ha raccontato la loro esperienza.

Pietro Di Pilato, head brewer, dopo la laurea in scienze e tecnologie alimentari si trasferisce a Londra e da subito inizia a lavorare come tecnico di laboratorio alla Fuller’s, pilastro e immagine della tradizione brassicola anglosassone. Grazie a questa esperienza riesce ad approfondire la conoscenza della materia prima e dei processi produttivi, conoscenza che gli permetterà poi, una volta tornato in Italia, e coadiuvato dai suoi compagni di avventura, di pianificare nei minimi particolari quello che un giorno sarebbe diventato il birrificio Brewfist.

Così sin da subito, nel 2010, Brewfist inizia la produzione con una capacità produttiva di 30 ettoletri, puntando principalmente ad un mercato nazionale ma con un occhio di riguardo anche ai mercati esteri. Circa i due terzi della produzione vengono infustati , mentre il restante viene imbottigliato nel formato 33cl, perché i ragazzi non amano i grandi formati che, secondo loro, in parte penalizzano il consumo “quotidiano”. Non a caso lo slogan del birrificio è “More beer, More people”, per una birra artigianale elegante, libera da orpelli, ma nel contempo non banale e di grande bevibilità, una session beer da bere in quantità.

Ciliegina sulla torta o forse sarebbe il caso di dire cono di luppolo, il birrificio apre nel 2012 una propria taproom, nella quale propone oltre alle proprie birre anche chicche selezionate sia in bottiglia che alla spina.

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Di colore dorato, con schiuma bianca delicata e persistente. Il bouquet è dominato dalle note morbide, quasi mielate dei malti chiari, che col passare del tempo si contrappongono a quelle floreali e fruttate di mandarino e melone bianco. Immediatamente anche il sorso ricorda la fragranza dei malti e del miele, ma sono le note tipiche dei luppoli a dominare. Di corpo medio e decisamente secca, grazie ai sentori di mandarino e alla gradevole nota amaricante denota grande bevibilità, stimolando continuamente il palato in un susseguirsi di assaggi.

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Fermentazione Alta
Stile Golden Ale
Colore Giallo dorato
Alchool 4,6 %
Servire a 5 – 7° C


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