Anteprima Amarone 2012 quando l'annata sposa la tendenza

L'annata 2012 presentata in Gran Guardia a Verona rivela una tendenza verso la morbidezza...buona qualità troppo pochi inestetismi


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03/02/2016

Perché piace l’Amarone? Perché da qualche anno è diventato un prodotto icona a livello mondiale? Quali sono le peculiarità che lo rendono così trendy e contemporaneo? Certamente il fatto di coniugare complessità strutturale, potenza alcolica, morbidezza tannica e seducente dinamica di beva. L’annata 2012 non resterà certo nella storia per la sua alta qualità e forse le 4 stelle definite dal Consorzio di Tutela ne rappresentano pure un buon auspicio che tutti noi auguriamo. Ma la domanda che mi faccio da qualche anno a questa parte è la seguente: ma è questo il vino pensato dai padri dell’Amarone? È questo ciò che aveva sognato Bepi Quintarelli tra le sue vigne di Negrar? E’ questo ciò che aveva fatto esclamare a Gaetano Dall’ora e Adelino Lucchese, nelle antiche cantine di Villa Novare, ““Questo no l’è amaro…l’è un amarone!”, quando si trovarono di fronte per la prima volta al grande vino rosso della Valpolicella? Certo, come si dice a Verona, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta negli anni, ed è giusto che un prodotto evolva.  Quello che più mi preoccupa non è l’evoluzione ma la rincorsa di mode soggiogate da opportunismi commerciali. E’ il mercato bellezza… L’Amarone della Valpolicella rischia di diventare l’Amarone di chi lo beve…ma è giusto? L’annata 2012 è allineata naturalmente ai parametri contemporanei di vendita. Come ha affermato il dott.Tomasi, Direttore del CRA di Conegliano, “I vini sono risultati maturi e già con un alto grado di morbidezza, poco aggressivi, rotondi, poco erbacei, di struttura. Il profilo sensoriale ha avuto valori e giudizi molto alti nell’intensità delle note di frutta matura, di confettura, sapidità e persistenza aromatica. La caratterizzazione dell’annata sta in bassi valori di floreale, frutta fresca, vegetale e speziato, a evidenziare quanto la ricchezza aromatica sia soprattutto da ascrivere a varie sfumature odorose legate alla famiglia della frutta matura e alla confettura e a quelle della dinamica gustativa e tattile”. Morbidezza, rotondità, frutta matura, tannini poco aggressivi, sono tutti parametri che oggi valgono per il consumatore medio internazionale e risultano vincenti. Quindi il 2012 avrà probabilmente un successo commerciale più di altri. La morbidezza però è un parametro che, alla lunga, “ammazza” l’identità del territorio, che è uno dei fattori determinanti delle tante vallate che caratterizzano questa straordinaria denominazione. Tra i tanti campioni degustati solo pochi hanno espresso realmente forte identità territoriale. Quello che si potrebbe dire, vino da cru… In genere ho trovato abbastanza omologazione, dovuta ad una mancanza di quelli che io definisco, inestetismi dell’Amarone. Le note dolci e sinuose che piacciono molto a chi si avvicina al mondo della Valpolicella e, rendono più facile, la sua interpretazione, rappresentano performances stilistiche che derivano dalla sapienza dell’uomo. Domare eccessivamente la natura e i suoi inestetismi nel vino non giova all’Amarone.  L’equilibrio uomo – natura è la grande sfida di questo vino se vuole riannodare i fili con il suo passato e consolidare orgogliosamente un posto nobile nella storia, ad libitum. 

Bernardo Pasquali

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