Michele Bonfanti e l'Enoteca Nero d'Avola, perle di Sicilia

Enoteca Nero d'Avola è la perla di Sicilia per chi ama il vino. Il regno di Michele Bonfanti che racconta una storia di passione e dedizione tutta siciliana.


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20/03/2015

Oltre la Trinacria, al centro della Sicilia
La Sicilia che non ti aspetti. Quella più lontana dagli echi del turismo di massa. Quella semplice e misurata, fascinosa e selvaggia dell’interno. San Cataldo, una città operosa di gente onesta e virtuosa, con una dimensione imprenditoriale internazionale da far invidia al triangolo d’oro di Treviso. Caltanissetta è lì, vicina, arroccata sulle colline, in contemplazione della valle del Salso. Tra queste colline nasce e si afferma la genialità e la passione di un siciliano DOC, Michele Bonfanti. Una storia la sua, tra vigne, vino e motori. Una forte convinzione e la consapevolezza che la sua terra non lascia compromessi. Sin da piccolo il vino rappresenta un fil rouge che non lo lascerà mai. ‘a punta da vigna è una frase che lo accompagna  nella sua infanzia e adolescenza. E’ il termine con cui il padre e la famiglia chiamano il triangolo isoscele su cui poggiano i vigneti. Una punta, un fazzoletto di terra che Michele ha deciso di celebrare con un vino dedicato ‘A punta da vigna. La Sicilia, si sa, è fatta di elementi spirituali ed emozionali che in poche altre terre si possono misurare altrettanto. La storia, l’uomo, la famiglia, gli eventi sono motivi di orgoglio e di ambizione che devono essere raccontati. Michele Bonfanti ha camminato su e giù per quella vigna ascoltando rapito il fruscio delle foglie lambite dal vento, si è bagnato della pioggia e riscaldato dal sole caldo e asciutto che Dio ha regalato alla Trinacria. Lui la terra ha imparato ad apprezzarla e a rispettarla dall’esempio del padre e dal suo sacrificio.

Un destino greco - romano, la Sicilia che si ama e si odia
Il sogno? Un tributo al vino, un segno indelebile che testimoniasse la sua spinta passionale verso questo prodotto. Uno spazio che racchiudesse quelle passioni, come uno scrigno, come un afflato. Sorge in lui il desiderio di mettere assieme il meglio che la sua terra potesse offrire. I vini siciliani. La storia di territori che per primi hanno ospitato la vigna in Europa, il senso greco della solennità e l’idea universale del commercio della romanità. Vino che regala emozioni, unisce l’umanità e rafforza il senso di appartenenza alla madre terra. In Michele c’è anche il desiderio di raccontare, di far vivere le proprie emozioni alle persone più vicine. Far capire che non è solo un alimento, ma una ricchezza che va oltre il bicchiere. Si sa, la Sicilia enologica degli anni ‘80 – ‘90, non è proprio quella che si esprime oggi. L’approccio essenziale al vino è sempre stata la conseguenza di una visione arcaica e allo stesso tempo affascinante della vigna. Michele si insinua proprio in questo territorio complicato con nuove idee. Una modernità che non prescinderà mai dalla sua storia e dagli elementi primordiali tramandati dal padre. Se chiediamo ancor oggi cosa sia la Sicilia per Michele lui risponde così. “Essere siciliano per me conta molto! Quando sono fuori dall’isola è una cosa che rimarco molto. Ne vado orgoglioso. Amo la mia terra e a volte la odio. Noi siciliani siamo brava gente, ospitali, amici con gli amici, ostinati testardi. Ma la Sicilia a volte ti prende lo stomaco per le sue contraddizioni”.

Passione pura e strategia per vivere di "liquide emozioni"
Inizialmente diventa agente di commercio e porta le eccellenze siciliane ed italiane in giro per le principali città della sua regione. La sua passione lo aiuta, la sua voglia di scoprire nuove realtà gli permette di inserire in Sicilia numerose etichette che a lui devono quel mercato. E’ un’isola, quindi tende a chiudere, a delimitare. Eppure in lui vive il desiderio della conoscenza, della curiosità, dell’uscire fuori pur rimanendo dentro quel contesto. La prima volta che va a Vintaly è il 2003 e il suo ingresso in fiera lo racconta come un evento molto emozionante. Un traguardo raggiunto. E’ anche dopo questo momento che Michele inizia a pensare di dare spazio ai suoi sogni. Nel vero senso della parola. Creare un’enoteca dove raccontare, esporre, proporre tutto il meglio del vino internazionale. A San Cataldo? Molti lo credono un pazzo, ma in lui le idee sono ben chiare. Anzi il posizionamento strategico al centro della Sicilia potrebbe diventare un valore aggiunto. E poi era il suo desiderio. E ai desideri non si comanda. Michele dal 2008 apre l’Enoteca Nero d’Avola e decide di vendere “liquide emozioni”. La sua visione del vino sarà rivoluzionaria in Sicilia e seguita da molti altri dopo di lui.

Immaterialità e sostanzialità del vino secondo Michele
I produttori siciliani comprendono che Michele ha la vera dote di ambasciatore dell’enologia conterranea e lo sostengono nel loro progetto. In breve tempo le voci della piccola perla di San Cataldo si spargono in tutta la Trinacria. Passare da Michele Bonfanti diventa un must ma, allo stesso tempo, una esperienza di piacevolezza e una scoperta del vino in senso realmente emozionale. Michele non cerca la vendita, cerca il tuo star bene. Cerca nel vino ciò che non si vede, ciò che non è sostanzialmente palpabile. Con un sorso ti porta nella vigna, ti fa toccare con mano la terra, stringere i nodi legnosi della vite, assaporare il vento salato del mare tra le foglie. Michele cerca il contatto con i suoi clienti, li ispira con un approccio emozionale che al contempo è solido, basato su conoscenze tecniche invidiabili. La sua enoteca oggi contiene 45.000 bottiglie “detta con un francesismo, un bordello di etichette, quasi 4500 che, vi garantisco, conosco tutte come fossero dei gioielli da custodire”. La percentuale dei vini è 40% Sicilia e il resto dall’Italia e dal mondo. Per Michele “i vini siciliani che hanno un futuro sono quelli dei piccoli produttori, dove senti il sudore del vignaiuolo e non i vini costruiti come mago Merlino”.

Amore Nero d'Avola e tentazione Amarone
La bottiglia più preziosa che Michele ha nella sua bellissima enoteca Nero d’Avola è un Romanèe Conti del 1985 “ma quella che amo di più – continua Bonfanti – è un Amarone della Valpolicella Bertani del 1968, di cui ne posseggo 12 bottiglie. Non le venderò! Le ho già date a mio figlio Gaetano come inizio di un piccolo patrimonio”. Si, Michele è fatto così, imprevedibile! Il vino che regalerebbe ad una donna? “Uno Chatea d’Yquem: rispecchia proprio la personalità femminile, impatto acido e presuntuoso poi dolce, amabile, ammaliante, elegante”. E ad un amico? “azz…tradisco le origini. Un vino che prediligo su tutti (non cè Bordeaux che tenga) è un Amarone della Valpolicella, maschio, muscoloso, rotondo, stronzo e ruffiano a volte, lo bevi con una piacevolezza che ti ammalia, un po’ come il vino che Ulisse offrì a Polifemo. Un vino che ha uguali”….ah la tragedia greca che ritorna.

Miglior Enoteca di Sicilia 
A Michele, nel 2013, è stato riconosciuto il premio alla Miglior Enoteca di Sicilia. Oggi viene considerata tra le prime 10 in Italia. La nuova frontiera è Fine Luxury Food. “Una selezione di eccellenze del food siciliano prodotto con materie prime provenienti da piccoli contadini che – come racconta allegramente Michele – la prima cosa che ti dicono è: nuantri un ci ni abbiamo vileno, è tuttu genuinu”. Made in Sicily di qualità. Il bambino che raccoglieva l’uva nella ‘a punta da vigna ha realizzato i suo sogno…o forse no…tutto è ancora da venire!

Indirizzo
C. Europa, 108

93017 S. Cataldo (CL)

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Bernardo Pasquali

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