Dal Cibus di Parma la tendenza del “senza”

Sembra che l’evoluzione della specie stia portando ad una significativa involuzione alimentare.


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08/05/2014

Sembra che l’evoluzione della specie stia portando ad una significativa involuzione alimentare. Lo si evince in maniera sostanziale dopo una visita al Cibus, la più importante fiera internazionale del cibo, che si sta svolgendo a Parma da lunedì scorso.  I padiglioni sono stracolmi di gente sin dalle prime ore di apertura, il mattino. L’interesse per la gastronomia italiana è un punto fermo che lascia ben sperare, in un momento comunque di incertezza economica che si fa sentire anche su questo comparto strategico. Sì! Strategico e la presenza del Ministro dell’Agricoltura Martina ieri lo ha confermato. Ma un settore che troppe volte si fa da solo e purtroppo risente di politiche e pratiche burocratiche che rimango dei vizi, più che delle virtù per gli operatori italiani.

Passeggiando tra gli stands si trovano i principali brand dell’alimentazione internazionale e molti piccoli e medi artigiani del gusto. Colpisce l’aumento fortissimo di tutta la fascia di piatti già pronti e confezionati, dalle verdure in quarta gamma, precotte, primi e secondi piatti già in supporti adatti al riscaldamento diretto in microonde o in forno. Dolci preconfezionati ed altro. Insomma è una fiera testimone dei segni dei tempi e racconta di una società che ha sempre meno tempo di fermarsi in cucina. Se da una parte, cresce l’entusiasmo per cuochi che diventano vip, oppure per tutte le trasmissioni che parlano di cibo, rimane sempre in crescita il numero di persone che cercano il già pronto e porzionato. Ma una cosa su tutte balza all’occhio!

È il Cibus del “senza”… Senza lattosio, senza glutine, senza uova, senza OGM, senza allergeni, senza… Tutti, chi più chi meno stanno prevedendo nelle loro linee di produzione, alimenti che vadano incontro a chi è intollerante o allergico. Fioccano le certificazioni, Bio, Gluten Free, NO Lactose e ormai sono molteplici le aziende che producono secondo i valori religiosi con i marchi Koscher e Halal. Sulle vetrine di moltissime aziende è un pullulare di marchi. Lo dice anche Giuseppe Viazzo, importante produttore di riso parboiled vercellese che ha prodotto una pasta a base di parboiled rivoluzionaria, “noi abbiamo brevettato questo sistema di produzione di pasta da riso parboiled che sta ottenendo un grande successo ma soprattutto si conferma l’attenzione sempre più numerosa di operatori e clienti che cercano prodotti senza lattosio, senza glutine, senza uova, senza allergeni aggiunti. Ciò non compromette la qualità del prodotto, come si può pensare, è una garanzia in più. Sta di fatto che questo settore sta crescendo in maniera esponenziale e noi ne vediamo i risultati!”.

Anche Nella Falco dell’azienda Fiore di Puglia che presenta prodotti da forno tipici della sua regione ne è convinta: “Noi siamo un’azienda specializzata nella produzione di prodotti Bio e Gluten Free. Ci siamo anche certificati Kosher e Halal per andare incontro alle esigenze religiosi di popoli che, anche nel nostro paese, si stanno consolidando in modo sostanziale. Ne vediamo i risultati e, soprattutto, la crescita continua della richiesta”. Moltissimi i prodotti Bio. Anche chi non li produce ormai tende a mettere claims volontari sulle etichette che riportino al valore salutistico del prodotto.

L’Italia si sta avvicinando in modo forte a questo segmento alimentare e non si percepisce più lo snobismo di qualche anno fa. Come si dice…il mercato lo fa la clientela e il cliente sta cambiando sempre più. Vuoi perché costretto da problematiche fisiologiche personali; vuoi perché aumenta l’attenzione salutistica verso tutto quello che deve costituire la nostra incolumità. L’alimentazione è ad un bivio, ad un passaggio epocale. Forse non si produce più per sfamare ma, finalmente, sempre di più si creano alimenti per nutrire.

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Bernardo Pasquali

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