Dopo Prowein ecco Vinitaly, speriamo bene!

Acino Parlante


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12/03/2012

Il ritorno da Dusserldorf, al termine di Prowein, mi ha fatto riflettere non poco sui rischi del nostro Vinitaly! In Germania la cultura del vino è sempre più forte e lo si è visto durante la fiera. Lo dicono gli stessi produttori che ho incontrato; la crescita di Prowein è esponenziale e ogni anno che passa diventa sempre più un evento indispensabile per tutti gli operatori del settore. In effetti l'organizzazione è impeccabile, non solo inside ma soprattutto outside. Una fiera a misura di lavoro con un'affluenza eccezionale improntata su operatori e come dicevano tutti "bella gente". Decisamente un'esperienza che segnerà fortemente gli affari di tutti i produttori i quali hanno confermato che, se a Vinitaly si concretizza uno, a Prowein si concretizza almeno il triplo. La presenza di espositori è internazionale con una distribuzione quasi unica, a mio avviso ancora più significativa di Vinexpo a Bordeaux. Vorrei segnalare alcune cose che mi hanno colpito di questa fiera e che si pongono in netta contrapposizione con il nostro Vinitaly.

Servizi pubblici gratuiti. Per tutti coloro che erano in possesso del badge elettronico la città di Dusserldorf ha riservato la possibilità di usufruire di servizi pubblici gratuiti per tre gioni prima e tre giorni dopo la fiera.

Servizio taxi impeccabile. Le colonne di persone che attendevano fuori della fiera (ah in fila in modo ordinato...) pur lunghe un centinaio di metri si sfoltivano in pochi minuti grazie a una flotta di taxi impressionante.

Rietro rapido. Il tempo massimo di rientro dalla fiera ai vari hotel era mediamente di mezzora, nessuna colonna mai! Possibilità quindi di poter riposare prima dell'uscita al ristorante o altri wine events.

Badge elettronico e mappa. Il badge elettronico plasticatoera formato da due elementi, il badge vero e proprio con le coordinate personali e un quar code da porre sotto un lettore ottico prima dell'entrata. Poi un utilissimo secondo cartoncino con la mappa degli stand e i paesi espositori per ogni stand.

Pubblico preparato. La bella gente di cui si parlava prima era in effetti rappresentata da operatori, importatori, distributori, ristoratori, sommelliers, giovani appassionati preparatissimi. Insomma un pubblico ordinato e divertito ma mai esagerato. Rispettoso della fiera, dei suoi spazi e del prodotto vino.

Pulizia. Un altro fattore motivante la grande pullizia in fiera...da dove si poteva vedere? Dai bagni sempre perfetti e sempre comunque pieni.

Bicchieri puliti. I bicchieri erano sempre puliti perfettamente e in quantità sempre accettabile per le aziende. Il servizio impeccabile con ragazzi che continuativamente facevano la spola avanti e indietro dagli stand con i contenitori per raccogliere i vetri sporchi e rimpiazzare quelli puliti.

Ghiaccio. Sempre per tutti e anche troppo a volte. I vini bianchi tedeschi ad esempio, in un salone stracolmo di persone a mezzogiorno, offriva la possibilità di degustare a temperatura perfetta i grandi Riesling del Mosel --Saar -- Ruwer.

Temperatura degli stands. La partecipazione a Prowein è stata fortissima e la folla si è potuta constatare soprattutto negli stands tedeschi ogni giorno soprattutto nelle ore intermedie da mezzogiorno alle tre. Eppure la temperatura si è sempre mantenuta su livelli ideali per la degustazione.

Questione di spazio. Passare per gli stands era un piacere. La larghezza dei corridoi ideale per divertirsi e per lavorare e spostarsi da uno stand ad un altro.

Ristorazione interna. Certamente non fa parte della cultura tedesca il "culto" del cibo ma alla fine non mancava nulla, anche se furoreggiavano wurstel e salse improponibili. La pulizia degli spazi però non deve essere sottovalutata. Ah un'altra cosa importante...gli odori rimanevano sempre fuori dei saloni.

Eventi. Meno eventi nei vari stands e più appuntamenti di lavoro.

Degustazioni guidate. Molte degustazioni guidate e di grande valore ma soprattutto nei vari stands importatori e regionali. Molto professionali e radidi per dare consigli essenziali agli operatori e lasciarli poi al loro lavoro.

Cibo negli stands. Pane, fine! Da noi si trova di tutto dalle forme di parmigiano alla pasta con la spianata calabra. Gli unici stands un po' propositivi erano logicamente quelli italiani. Un buon piatto di strozzapreti dal romagnolo Enio Ottaviani diciamo che è stata la nostra salvezza!

Puntualità. Una cosa che ha colpito e colpisce sempre i produttori italiani è la putualità dei vari appuntamenti. Margine di tempo 5 minuti ma il più delle volte erano qualche minuto in anticipo.

Operatori. Tantissimi dalla Russia, dai paesi asiatici, dal nordeuropa. Probabilmente un po' meno dagli Stati Uniti ma pur sempre con una bella rappesentanza anche di paesi sudamericani. Interessante poi la eterogeneità di rappresentatività dei vari operatori. Dai grandi distributori internazionali ai piccoli importatori, agli armatori navali alle compagnie aeree, ecc...

Rumore. Pur con la folla ill rumore era sempre contenuto e ideale per sedersi ad un tavolo a contrattare.

Wine night events. Moltissimi, eleganti, raffinati, moderni. La città di Dusserldorf viva come non mai con i suoi locali, pubs, birrerie e ristoranti di lusso. Un ambiente accogliente e piacevolissimo. Ottima l'accoglienza della città  e degli operatori locali.

Futuro. Prowein il prossimo anno avrà due ulteriori padiglioni molto grandi e per l'Italia sarà riservato tutto il padiglione 3. Un dato significativo del valore della manifestazione a livello internazionale e una riflessione particolare per il vino italiano che crede sempre più in questa fiera nordeuropea.

Alcuni rumors di produttori italiani?

Marica Bonomo, Monte del Frà: "Questa fiera è molto più interessante, non solo nei confronti di Vinitaly ma addirittura di Vinexpo, a mio avviso. La capacità che hanno avuto in Germania di diventare catalizzatori di tutto il mondo è impressionante. Poi l'organizzazione è impeccabile e questo ci aiuta molto nel lavoro".

Romano Dal Forno: "Io non partecipo a fiere ma Prowein è un appuntamento dove almeno una giornata bisogna spenderla. Ha un valore economico importante e gli operatori che si concentrano qui non li trovi da nessun'altra parte!".

Davide Ottaviani della Enio Ottaviani a San Giovanni in Marignano, Rimini: "Qui lo stand è sempre pieno e le persone che arrivano sono di un livello sempremolto interessante, anche il semplice appassionato sommellier. Per noi si tratta di una fiera indispensabile che ci ha aiutato moltissimo nel far conoscere il nostro prodotto nel mondo".

Enrico Berta, Grappe Berta: "Prowein è una manifestazione che diventa interessante anche per prodotti particolari come i nostri di nicchia. L'attenzione e la professionalità che ci viene risevata ogni anno è sempre più importante da un punto di vista economico".

Alessandro Locatelli, Cantina Rocche Costamagna, La Morra: "Qui è un altro mondo! Impressionano, puntualità ed efficacia degli incontri che si susseguono. Professionalità e concretezza sono due elementi che fanno la differenza!".

Agostino Vicentini, Soave: "Quello che abbiamo ottenuto qui in due soli giorni non l'abbiamo mai ottenuto nello stesso tempo a Vinitaly. Non c'è confronto...qui si lavora, a Verona tante volte si perde tempo."

Roberto Zeni, Zeni, San Michele all'Adige: "Prowein ha un valore importante perché qui gli importatori vengono tutti e soprattutto si sentono agevolati e possono lavorare seriamente. Per noi significa ottenere molte più soddisfazioni".

Vinitaly inizierà il 25 marzo e si concluderà il 28. Cambia la formule e si adegua a tutte le più importanti manifestazioni enologiche mondiali. Sarà un anno di passaggio fondamentale. il disgusto che abbiamo provato lo scorso anno ha allontanato numerosi operatori, al di là dei proclami stampa della fiera. La volontà di garantire maggiore professionalità da parte del presidente Riello c'è. Si sacrificheranno gli ingressi senza sabato e con un giorno in meno. Meglio se si garantisce un futuro a Vinitaly. Dopo ciò che ho visto a Prowein c'è sempre di più il pericolo che Vinitaly diventi una manifestazione snobbata dal circuito economico distributivo del vino. E se manca quello mancheranno anche gli standisti. Quindi speriamo bene!

Bernardo Pasquali

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