01-02-2010

al succo del discorso

  Anteprima Amarone 2006. Alla fine decide il territorio...

Un'annata controversa da un punto di vista climatico e fenologico produttivo per le viti. Dopo un inverno piovoso si è arrivati a giugno e luglio molto caldi per finire con agosto che verrà ricordato come l'anno dei temporali. Una piovosità altissima oltre la media almeno del triplo rispetto agli anni precedenti. Circa 250 mm di pioggia che poi si è arrestata e, grazie al cielo, è proprio il caso di dirlo, settembre e ottobre si sono decisamente rasserenati e hanno parato il colpo difendendo la raccolta. Fortunatamente l'inverno successivo è stato decisamente freddo e secco e quindi adatto per ottenere appassimenti lineari e di pregio.

Che l'acqua arrivi in prossimità della vendemmia non è certo un fattore premiante la maturazione fenolica e zuccherina delle uve. Ecco dunque che subentra in maniera determinante il territorio. Ed ecco che terreni altamente drenanti e di buon scheletro con fondo abbastanza profondo sono riusciti meglio a sostenere un ridimensionamento delle eccessive idratazioni linfatiche della pianta. Anche le pendenze hanno sicuramente aiutato lo scorrimento veloce dell'acqua che con fenomeni di ruscellamento superficiali si sono dirette rapidamente a valle con parziali penetrazioni sotto la superficie del terreno.

A questo punto il territorio d'origine gioca un ruolo determinante. Ecco dunque che ma come il millesimo 2006 si potrebbe affermare che i migliori prodotti proverranno dai migliori vigneti di collina. Soprattutto nella zona classica. La zona orientale ha terreni più drenanti anche nei fondovalle dove persistono ciottolati alluvionali come ad esempio nella valle di Illasi e in parte di Mezzane.

Da un punto di vista enologico la situazione di vini presenta una acidità leggermente inferiore e un residuo zuccherino stabile rispetto alle altre annate di circa 7,5 g/l.  Buona la presenza di antociani e quindi di elementi coloranti. In effetti in generale i colori dell'Amarone 2006 sono più carichi e c'è da dire che questo vale soprattutto per la zona orientale dove, tra l'altro, sta trovando sempre più insediamento l'Oseleta a guyot, vitigno che offre un gradiente antocianico molto alto ideale per prodotti impenetrabili. Valore interessante il ph che aumenta rispetto alla media della altre annate e garantisce quindi un prodotto più rotondo ed elegante con capacità di beva più immediata. Insomma degli Amaroni che già in anteprima, anche se provenienti da botte, hanno dimostrato di essere più pronti che in altre annate, certamente la 2005.

Il grande valore zuccherino ottenuto sulle uve a fine maturazione in pianta ha portato i vini a valori di alcool abbastanza evidenti che, purtroppo, sommato a valori di acidità non particolarmente elevati e tannini già rotondi e setosi, elevano complessivamente le sensazioni di morbidezza dei prodotti. Si staccano, confermando quanto si diceva prima, gli amaroni d'altura e provenienti da terreni drenanti e calcarei. Unico dubbio...sarà un millesimo da tenere per molto tempo ad affinare in cantina o dovrà trovare precocemente la carezza del bicchiere?

Una nota un pò negativa che si nota della manifestazione è che mancano sempre più aziende importanti e rappresentative dei grandi volumi di vendita dell'Amarone!

Scarica qui tutte le slides proposte dal Consorzio durante l'apertura dei lavori Sabato 30 gennaio presso Verona Fiere. PDF

Premessa Importante!

Siamo in un'anteprima di un vino ottenuto da uve appassite. Si deve tenere quindi un approccio di prospettiva assoluta e i valori emergenti dai singoli campioni devono essere analizzati con cautela e rigore. Non si deve né eccedere in sensazionalismi nemmeno in sostanziali bocciature a priori. Insomma non è semplice. I valori che si sono voluti far emergere sono la complessità strutturale dei prodotti e la loro prospettiva maturativa. Una valutazione che ha cercato di considerare l'aderenza dei prodotti ai territori d'origine e quindi anche ad una loro tipicità e territorialità. Sappiamo come grandi prodotti in anteprima si siano poi stancamente riposizionati su valori di mediocrità e allo stesso tempo amaroni in un primo tempo poco convincenti abbiamo successivamente allungato il passo e ottenuto ottimi risultati dalla critica. Ah da non sottovalutare che alcuni sono campioni di botte e molti sono imbottigliati da poco tempo, addirittura alcuni produttori ammettono l'imbottigliamento da pochi giorni...elementi questi che aumentano la difficoltà interpretativa.

Ecco le mie selezioni che hanno raggiunto o superato il primo esame...

...da botte.

Amarone della Valpolicella Classico DOC Costa delle Corone -- Monteci (Botte)

Amarone della Valpolicella Classico DOC Calcarole -- Guerrieri Rizzardi (Botte)

Amarone della Valpolicella Classico DOC Aldrighetti Luigi, Angelo, Nicola (Botte)

Amarone della Valpolicella Classico DOC Le Marognole (Botte)

Amarone della Valpolicella Classico DOC Marchesi Fumanelli (Botte)

Amarone della Valpolicella Classico DOC Zenato (Botte)

Amarone della Valpolicella Classico DOC Nicolis Angelo e Figli (Botte)

Amarone della Valpolicella DOC Terre di Leone (Botte)

 

...già in bottiglia.

Amarone della Valpolicella Classico DOC Vigneto Sant'Urbano -- Speri

Amarone della Valpolicella DOC Cantina Sociale della Valpantena

Amarone della Valpolicella Classico DOC Moropio -- Antolini Pierpaolo e Stefano

Amarone della Valpolicella DOC Campo dei Gigli -- Tenuta Sant'Antonio

Amarone della Valpolicella Classico DOC Acinatico -- Accordini Stefano

Amarone della Valpolicella DOC Roccolo Grassi

Amarone della Valpolicella Classico DOC Vajol -- Rubinelli

Amarone della Valpolicella Classico DOC Tenuta Lena di Mezzo -- Monte del Frà

Amarone della Valpolicella Classico DOC Venturini  Massimino e Figli

Amarone della Valpolicella Valpantena DOC Zecchini

Amarone della Valpolicella DOC Le Tobele

di Bernardo Pasquali

 


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