31-01-2012

al succo del discorso

Anteprima Amarone 2008 i campioni più interessanti ad oggi

 

Durante la degustazione riservata ai giornalisti ho sentito affermare da un collega seduto non lontano da me che c'è troppo alcool negli Amaroni. Io ho sottolineato che è meglio che salti l'anteprima 2011 allora perché lì di alcool ce ne sarà da vendere. Il millesimo 2008 invece ha dimostrato in maniera inequivocabile come è figlio di quella stagione contraddittoria da un punto di vista meteorologico. Si diceva che sarebbero stati vini più colorati e vivaci da un punto di vista visivo. Vero! Si diceva che sarebbero stati vini con maggiore bevibilità e minor struttura. Vero! Si affermava che sarebbero stati più freschi per un contenuto maggiore di acido tartarico e una stabilità malica. Vero! Insomma in questo millesimo vince il terroir, ossia si ha la possibilità di percepire con maggiore forza i pregi e le sostanziali differenze delle varie vallate di origine. 

La degustazione dei 65 campioni ha messo in evidenza anche che il 2008 è un millesimo pronto e in alcuni casi troppi residui zuccheri sacrificano il suo valore di longevità . La tendenza a renderlo morbido e piacevole si afferma ancora anche se è evidente la ricerca della bevibilità e della freschezza. Alcuni campioni erano da botte e quindi con tutto il valore parziale della degustazione. Di altri campioni si sa che sono in commercio da un po' e addirittura quasi finiti...

Ecco le mie personali considerazioni sui vari campioni messi in degustazione.

BEST

Cà La Bionda

Amarone della Valpolicella Classico Vigneti di Ravazzol

Ho voluto complimentarmi personalmente con Alessandro. La cantina la conosco da quando ha iniziato le sue attività nella sede nuova di Valgatara. Credo si tratti di una delle realtà della Classica con il trend qualitativo di crescita maggiore. I loro vini sono sempre più fini ed eleganti e fanno parlare il territorio della vallata di Marano. Il 2008 ha un bel corpo e una piacevole densità del frutto. Il tannino è evolvente ma già in questo momento delicato e rotondo. La freschezza è dominante e allunga la persistenza del prodotto. Bravi!

NOVITA

Cà Vegri

Non erano molte le novità in degustazione ma una in modo particolare mi ha incuriosito e convinto. La famiglia Fraccaroli da anni vinifica ma nel momento in cui ha deciso di imbottigliare ha dovuto fare i conti con altri Fraccaroli del vino e quindi hanno deciso di chiamare la loro azienda Cà Vegri. Era la prima uscita di Flavio, giovane enologo un po' timido ma proprio per questo più attendibile. L'Amarone è molto identificabile con quello che è lo stile della Classica e i suoi vigneti in effetti si suddividono tra la zona delle Traversagne, San Pietro in Cariano e Mazzurega. Il vino è piacevole, fruttato e delicato nei profumi finemente rossi di ciliegia marasca. Il tannino è ben calibrato e la freschezza agevola la sua scorrevolezza limitandone la percezione alcolica. Lungo e adatto ad affinamento longevo. Bell'equilibrio.

 Piccoli Daniela

Amarone della Valpolicella Classico Monte La Parte

L'azienda si trova sulle alture di Parona subito dietro la città di Verona. Azienda nuova e innovativa nella Valpolicella storica. Guyot  e forza comunicativa con un'attenzione particolare all'etichetta molto evocativa. Il vino è piaciuto per intensità del frutto ancora fresco e croccante e la sua sensazione aromatica di erbette fini e di spezia tipica. Al palato è un prodotto piacevole con un tannino rotondo e una bella sapidità. di buona persistenza con un'intrigante finale ammandorlato.

TERROIR

Antolini

Amarone della Valpolicella Classico Moropio e Cà Coato

Pierpaolo Antolini lo associo sempre a tanti miei amici vignerons di Borgogna. La sua semplicità e il suo lifestyle è di quelli tra i più genuini che uno si può aspettare. Uno di quelli che capisci che vernissage e anteprime sono concessioni alla sua vita...ma la sua passione sono le vigne e la terra. La sua passione è la sua dolce Marano. Innamorato della sua famiglia e della vita tutto si compie tra i filari e le sue marogne. I suoi vini sono quanto di più esemplare per quel che riguarda l'interpretazione dei suoli d'origine. I suoi due amaroni sono interessantissimi perché sono pensati dalla stessa persona, con le stesse uve, con gli stessi metodi di vinificazione. Uno, il Moropio,  però proviene da viti a pergola sulle terre gentili di Marano. L'altro, il Cà Coato, proviene da vigne a guyot tra i calcari e i marmi di Negrar. Ed ecco nel Moropio affiorare la ciliegia dolce e croccante e nel Cà Coato la mora e il mirtillo con una ciliegia durona più speziata. Da una parte la gentilezza e la rotondità, dall'altra il carattere e l'austerità. Antolini sa leggere il territorio e lo lascia esprimere in maniera didattica nel bicchiere. Una esperienza da provare.

 

SORPRESA

Giulietta Dal Bosco Le Guaite

Perché sorpresa? Ultimamente dalle degustazioni per la guida Vini Buoni d'Italia ero rimasto un po' deluso dai vini di Stefano Pizzighella. In questo millesimo invece trovo una bella performance e una riconquista di potenza ma anche di piacevolezza.  Da una certa rusticità si è passati a finezza (per quel che può valere oggi con un campione da botte). Stefano fa parte di quei produttori della Vallata di Mezzane che stanno uscendo in commercio con un 2004. Questo 2008 quindi ne dovrà fare ancora tanta di strada ma già ora ha buone caratteristiche di frutto e di piacevolezza con una bella complessità di frutto croccante e un tannino ben calibrato. Stefano mi conferma che ha cambiato le barriques e la tonnellerie. Sempre francese ma di qualità superiore. Si sente!

RIGORE

Corte Sant'Alda

Ecco l'Amarone di Marinella Camerani. Lei è ancora in commercio con il 2006 e poi uscirà con il 2008 perché il 2007 non è stato prodotto. Ma i suoi vini hanno sempre bisogno di un po' di tempo. Sono biodinamici e una caratteristica è proprio quella di apparire sempre un po' chiusi appena versati. Ma lasciategli qualche minuto...si sprigiona tutta la forza dei calcari di Mezzane! Sono vini rigorosi e questo millesimo in modo particolare non lascia scampo alle morbidezze o alle forzature trendy! Insomma Marinella con il suo vino rimane austera ma allo stesso tempo straordinariamente elegante e naturale. Il tannino non accarezza ancora ma è schietto e come tutto il vino indica una naturale e ottimale predisposizione all'affinamento anche lungo.

POTENZA

Latium Morini

Amarone della Valpolicella Campo Leon

Wow...ed ecco l'Amarone figlio della sua terra! Illasi, i suoi sassi, il suo clima ventilato e di montagna. Ecco l'esuberanza, lo stallone che si fa largo in un recinto. Campo Leon suscita sempre delle associazioni di idee di forza e spregiudicatezza. È un vino di forte impatto organolettico. Non piace a tutti è vero! C'è chi lo relega a prodotto eccessivo, lontano dal concetto di bevibilità. Io dico che è la forza e l'identità di questa parte delle terre di Mezzane e Illasi. Per me è un vino sempre emozionante.

Cavalchina

Amarone della Valpolicella Torre d'Orti

Il frutto in confettura che emerge da questo prodotto è di grande impatto olfattivo. E' la valle di Marcellise, sono le alture che si inerpicano verso il borgo di Castagnè. Sono i calcari attivi misti ad argille bianche che offrono forza naturale al vino, grandi acidità e ottimi ph che sostengono a lungo la vivezza del colore. Tannini intensi è spessi che hanno bisogno di tempo per poter complessare e arrotondare. Un altro vino di potenza strutturale. Emozionante se si ha la pazienza di aspettare.

Santi

A Illasi la casa storica non c'è più ma i vigneti sì! L'Amarone si porta dietro quindi tutta la forza delle ghiaie profonde del progno e del suo letto. Molto frutto e concentrazione ma anche ottima freschezza e tannino spesso e schietto. Una buona interpretazione del territorio con un tocco di modernità.

FRUTTO

Soraighe di Bennati

La cantina si trova a Cazzano e i suoi vigneti si inerpicano verso la rocca di Illasi e il fondovalle verso Campiano. Il frutto fresco e croccante è una caratteristica che ha particolarmente incuriosito e colpito. La freschezza e la bevibilità sono due doti importanti per questo Amarone che però non disdegna la forza espressiva tipica dei territori delle vallate più a est. Il tannino è ancora denso e sostanziale da affinamento. La sensazione alcolica è molto meno accentuata di quanto ci si potrebbe aspettare guardando il valore in % vol. in etichetta.

VULCANICO

Roccolo Grassi

Marco Sartori ama affermare che i vini della vallata di Mezzane e in particolare quelli provenienti da San Briccio hanno la costante di una sensazione gustativa che porta alla castagna dolce. È una morbidezza naturale che offre uno stile interpretativo di grande eleganza e di sensaualità al vino. È una costante di Roccolo Grassi, è l'antico rovo di spinari che diventa vigna d'eccellenza e ricambia la sua anima più fine e intrigante. Il 2008 è un millesimo dove la freschezza sostiene ancora di più la vivezza del frutto e la sottilezza del tannino.

 

FUMANE

Tenuta Lena di Mezzo Monte del Frà

Tra i tanti prodotti provenienti da Fumane il più territoriale è quello della famiglia Bonomo. La piccola valletta fredda che segue il torrente Lena qui si manifesta in tutta la sua freschezza. La sensazione di marasca è prevaricante e le piacevolezze di ribes e lampone evidenziano lo stato di precocità del vino ma anche la sua naturale identità di queste terre prodigiose. Il tannino è sottile e già ben calibrato. Il vino pur provenendo da botte è lungo con un finale di ciliegia e mallo di noce. Buon equilibrio. Identitario.

TRADIZIONE

Stefano Accordini Acinatico

Il 2008 è già in bottiglia! Presenta uno stile sostanzialmente classico ma ancor di più tradizionale. Old style con una presenza di terziari abbastanza pronunciata ed elegante. Il frutto è quindi un po' inespresso con una ciliegia in confettura speziata ma meno croccante. Una esibizione di stile per quanto riguarda l'uso di legni di pregio. Elegante e complesso. La sua morbidezza non lo rende particolarmente persistente ma ne accentua sinuosità e piacevolezza.

MINERALE

Guerrieri Rizzardi Villa Rizzardi

Non è facile da un campione di botte rilevare elementi che possano far pensare a valori minerali. Ma la florealità di questo Amarone si stacca un po' da molti altri. E la pulizia anche olfattiva è già molto positiva. Fiori rosa e frutta rossa emergono al naso. Al palato ha già un buon equilibrio con un valore tannico piacevole e sottile. Un bell'Amarone che se manterrà questi fondamentali diventerà tra i più eleganti degustati in anteprima.

CONFERME

I Scriani

Dopo aver avuto la possibilità di provare le botti in cantina la scorsa estate devo dire che questo campione mantiene una bella forza interpretativa con un frutto croccante di ciliegia tipicamente fumanense. Il tannino è spesso ma di buona tessitura e idoneo all'affinamento pregevole. Piace il suo equilibrio e la sua persistenza.


Cecilia Beretta Terre di Cariano

È il classico campione precoce da interpretare bene e che evolve con grande cambiamento delle sue caratteristiche stilistiche organolettiche. Oggi può sembrare un po' distorto e poco equilibrato. Invece la tessitura del tannino e la trama del frutto unite al valore di piacevolezza speziata ne faranno un prodotto di  eleganza e complessità olfattiva. Ben calibrati i legni.


Cantina di Negrar

Cambia un po' lo stile di questo Amarone della bella cooperativa di Negrar. Il millesimo evidenzia un tannino ancora un po' immaturo e un frutto un po' acerbo. Eppure la sua complessità e integrazione con il legno è a sicuro vantaggio del primo e l'affinamento in bottiglia gli permetterà di migliorare eleganza e finezza olfattiva. Piace il valore balsamico e la spezia nera molto intrigante.


Massimago 1.8.8.3

La cantina di Mezzane di Camilla Rossi Chauvenet si conferma e consolida uno stile. Un po' la ricerca di modernità e piacevolezza, dall'altra il rispetto per un territorio che non lascia scampo all'impronta decisa di forza e schiettezza. Il tannino è ancora un po' ruvido ma l'intensità espressiva è molto interessante. Piace la finezza espressiva all'olfatto e la ciliegia dolce e speziata al palato. Anche in questo caso l'affinamento in bottiglia sarà essenziale!


BERNARDO PASQUALI

 

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