al succo del discorso
Pathos e forti emozioni alla verticale di Lugana Sergio Zenato Riserva
Una verticale di quelle che non si dimenticheranno facilmente. Ho avuto l'onore di guidare uno dei momenti più emozionanti di tutto Vinitaly. Un evento che ha portato con sè una profonda emozione nel ricordo del grande Sergio Zenato. Un uomo che ha segnato in maniera indelebile la storia e le prospettive dell'intera denomiazione della Lugana.
Nadia e Alberto hanno raccontato il sogno del papà che oggi assieme alla mamma Carla stanno portando avanti con grande entusiasmo. La famiglia Zenato ha portato in degustazione la storia della propria famiglia e quel sogno nato nei primi anni novanta. Quello di un vino che potesse competere con i grandi del mondo.
Emozionante anche la presenza e le parole di Silvano Tempesta l'enologo che accompagna l'Azienda Zenato dal 1994 e ha impresso nel suo cuore e nella sua mente la lucidità e il coraggio di Sergio che lo ha portato ad un approccio enologico molto evoluto in tempi in cui si applicavano tecniche ancorate a vecchi concetti ormai stancamente superati.
Personalmente mi sono limitato a raccontare ad una platea di quelle rare per qualità e grande professionalità, le diverse forme espressive di un vino che è stato decisamente antesignano di tutta un'area vitivinicola gardesana. Il mio ricordo di un uomo che durante una indimenticabile intervista tra i vigneti ad una televisione locale era talmente orgoglioso e certo del valore delle sue terre, vigne e vini che prendeva il sopravvento facilmente come fosse lui il conduttore.
Ed è da questa forte personalità e carattere che si fonde la sua Riserva della Lugana. L'espressione probabilmente più vera di quel sogno diventato realtà.
Di seguito le varie annate, emozionanti, che ho raccontato durante la verticale di giovedì 8 aprile a Vinitaly.
2007
E' il punto di partenza.
La linea starter da cui parte questo bellissimo viaggio a ritroso nel tempo di
circa vent'anni. Lo stile di una Riserva che pone già le basi per una corretta
predisposizione all'affinamento di qualità. Uno stile che si rinnova da anni e
che si mantiene sotto questa veste almeno dal 2001, da quando cioè, anche da un
punto di vista tecnico enologico, si è puntato maggiormente sul connubio tra un
vino di grande spessore corporeo e una decisa freschezza e naturalezza del
frutto. Ed è quanto emerge sia al naso che al palato. Qui ci sono già tutte le
opportunità di evoluzione dei caratteri aromatici che poi ritroveremo nelle
altre annate a seguire. Buona intensità floreale di gelsomino, fiori d'acacia e
biancospino con delle nuance di fiori d'arancio. Sensazioni minerali di grafite
nera che accompagnano un bel frutto giallo di agrumi ancora acerbi e
leggermente citrini. Salvia e ortica ravvivano le poche sensazioni ancora verdi
clorofilliane che si possono percepire. Si tratta di un profumo comunque
rotondo, avvolgente, di buona intensità, fresco.
Un carattere, quello olfattivo, che trova coerenza al palato con una bella sensazione di freschezza e croccantezza del frutto, in particolare buccia di arancia e mandarino. Un buon equilibrio che si sostiene in maniera particolare su una efficace sapidità a tratti salina. Il 2007 è un'annata che certamente pone l'evidenza della precocità del prodotto che offre il meglio di sé con più anni di riposo in bottiglia. E' elegantemente precoce ma già ben definito nel suo carattere. Possiede doti di affinamento e una non indifferente serbevolezza.
2004
Questa annata interpreta
in maniera inequivocabile la sostanziale eleganza e integrità del frutto, tipico delle terre
della Lugana di Zenato e del loro vitigno Turbiana. Aumenta l'intensità
olfattiva e decisamente la complessità. È un quadro composito di fiori e
frutta, di spezie dolci ed erbe aromatiche appena raccolte. La freschezza degli
elementi espone al convincimento che si
tratti di un'annata molto più
ravvicinata. Eppure sono già sei gli anni di vita! Il doppio del 2007...eppure
non sembra! Colpisce la nitidezza dei caratteri aromatici. Si distingue
perfettamente la camomilla, il biancospino e la purezza del giglio. Eppure
l'agrume in buccia di arancio e mandarino, l'albicocca e la polpa gialla della
pesca. Un po' di macchia mediterranea con l'elevazione dell'alloro e della
salvia ancora freschi. Nuances esotiche di frutto della passione. Mineralità
molto fine anche se non particolarmente pronunciata e comunque con note
eleganti di pietra focaia. Frutta secca sia al naso ma soprattutto al palato
con una delicata sensazione di mallo di noce e di mandorla leggermente tostata.
Lasciato nel bicchiere tende ad evolvere con stile e in maniera imprevedibile
verso note balsamiche e leggermente mentolate. Di carattere leggermente morbido
mantiene comunque una buona freschezza e soprattutto una marcata sapidità.
Possiede un buon corpo, una certa matericità. È un Lugana di forte impatto
emotivo e lascia impressionati per la sua straordinaria stabilità, la capacità
evolutiva e, soprattutto, per la sua potenziale longevità.
2003
Annata torrida
indimenticabile! 36 giorni con più di 34°C. ma qui si vede tutta la forza di
questo territorio unico che è appunto la Lugana. Da una parte argille profonde
e umide che hanno conservato la freschezza agli apici radicali della pianta e
dall'altra un clima morenico con brezze mattutine e serali scaturite dall'intervallarsi
sistematico delle correnti ascensionali e discensionali dalla pianura padana
verso il Lago e dall'Adamello verso la pianura. L'Ora e il Pèler. I due
fondamentali venticelli che condizionano la sanità e la vitalità delle vigne di
Turbiana della Lugana. È un vino comunque figlio del Sole e di tutto il suo
calore! Mantiene una corporeità notevole e una bella concentrazione
complessiva. Non è certamente complesso al naso come altre annate di questa
verticale ma mantiene una finezza ed eleganza del frutto, più evoluto,
certamente, ma non cotto. Emergono infatti le tonalità della frutta secca,
della nocciola, del mallo di noce, della mandorla leggermente tostata. Emerge
il valore alcolico, anche se ben mediato da una salinità da iodio soprattutto
al palato. E' rotondo, sinuoso, avvolgente, con un frutto dolce che tende ad
insinuarsi verticalmente al naso offrendo una piacevole sensazione di canditi
di agrumi. Fa un po' più fatica di altre annate ad aprirsi nel bicchiere e
mantiene una persistenza gustativa meno prolungata. Piace però per il suo
essere sostanza, materia composta ed elegante testimonianza di un frutto
evoluto ma ancora franco.
2002
È l'intrigante finezza ed
eleganza dei profumi. Un'annata dove, al contrario della precedente, l'apporto
idrico non è mancato e anzi si è dovuta controllare la vigoria vegetativa delle
vigne. Ne è nato quindi un prodotto che mantiene intatto lo stile in
concentrazione voluto durante la lavorazione in cantina ma, allo stesso tempo,
offre estensioni aromatico olfattive tipiche di vini d'annata. C'è molta
freschezza nei profumi e molta finezza. Sono passati otto anni dalla vendemmia
eppure si mantiene alto il profilo floreale che caratterizza maggiormente le
annate più precoci. In particolare fiori bianchi, gelsomino, fiori di acacia,
biancospino, e anche rosa canina. Sono molt
o evidenti note anche idrocarburiche
minerali che hanno appassionato ancor più durante la degustazione. Erbette
aromatiche fresche di alloro, salvia, rosmarino, timo. Possiede una bella concentrazione
e mantiene una accattivante espressività del frutto anche al palato. Qui poi si
introduce un certo carattere esotico di mango e papaja con declinazioni verso
la buccia di agrumi più nostrani. E'
un'annata che ha presentato un'evoluzione certamente tra le più inaspettate e
in un certo senso sorprendenti. Una grande dote di equilibrio al naso dei
profumi molto ben bilanciati tra loro ma soprattutto con una bella ampiezza al
palato e una piacevole persistenza. Se da un punto di vista agronomico il 2002
non rimarrà negli annali, da un punto di vista enologico si tratta di una bella
sorpresa, segno di una materia prima cernita con dovizia e sapienza e
soprattutto un'enologia accurata e fortemente rispettosa della purezza del
frutto.
2001
Il 2001 è un bell'intermezzo tra un 2002 in concentrazione ma ottimamente equilibrato e un 1999 ricco di esaltazioni floreali. È un millesimo composto, piacevolmente fruttato di agrumi e di drupa gialla. Floreale di gelsomino e anche fiori gialli come ginestre presenta una sensazione leggermente speziata dolce di cannella. è fresco al naso e delinea un'annata tutto sommato di spessore che ha permesso una maturazione corretta e completa delle uve offrendo buoni estratti ma soprattutto mantenendo ancora quel carattere di freschezza leggermente vegetale e aromatica di salvia fresca e di ortica. Anche in questo caso marca il territorio della Lugana con la sua incontenibile mineralità! Al palato si mantiene equilibrato con delle sensazioni leggermente morbide sostenute da una buona freschezza e sapidità quasi salina. È un millesimo elegante, snello, ancora denota segni di giovinezza e potrà pertanto sostenere ancora una sosta in bottiglia prolungata. Mantiene una buona piacevolezza al palato grazie alla sua frutta ancora croccante di mela golden e pesca con nette sensazioni di agrumi e nuances esotiche di ananas. È accattivante nei profumi quindi ma intrigante negli aromi con un finale delicatamente tostato e ammandorlato.
1999
Una passeggiata sul
lungomare... Potremmo riassumere così, con un'associazione di idee un po'
spiritosa, l'essenza di questo bellissimo millesimo. Conservato perfettamente,
anzi espressivo ancora di giovanili nuances fruttate e floreali, i suoi undici
lo hanno caratterizzato per la sapiente mineralità di carattere salino e in
particolare di iodio marino...sì proprio il profumo del mare all'alba o al
tramonto. Dicevamo del frutto che non
evidenzia particolare segni di stanchezza, anzi dimostra ancora tutta la sua
franchezza e istintività. C'è una netta mela golden ancora cro
ccante,
accompagnata da una dolce sensazione di albicocca e di succo di mandarino.
Sensazioni olfattive che si intensificano al palato. Buon equilibrio
complessivo. Ottima la pulizia sia olfattiva che gustativa. Un affinamento
pregevole per questo Lugana Riserva. Un Lugana dallo stile più in
concentrazione dove non vigeva la tecnica del blend con Lugana d'annata e che
pone in evidenza certamente una concentrazione molto accentuata. Eppure
l'impianto strutturale del vino è molto equilibrato e poggia su una acidità e
sapidità notevoli. Doti queste che rallentano i processi di invecchiamento del
prodotto e lo candidano a un affinamento ancora prolungato nel tempo.
1993
È la prima annata
prodotta da Sergio Zenato. È il suo progetto racchiuso in quella bottiglia. Una
delle ultime rimaste e sappiamo quanto significhi questo per la famiglia e i
figli Nadia e Alberto. È un po' il riassunto di un sogno, di un'ispirazione, di
una grande consapevolezza...dell'amore per la propria terra morenica. Con il 1993
emerge la
rivoluzionaria intraprendenza agronomica di Sergio Zenato. La sua
capacità di guardare oltre un modello produttivo ormai obsoleto che negli anni
ottanta ha soffocato la qualità delle uve veronesi. Con questo prodotto si
annuncia un deciso cambio di marcia nella concezione dei Lugana contemporanei.
Sergio vuole far comprendere come le uve Trebbiano in quel territorio
potessero, se lavorate e interpretate a dovere, offrire materia prima per
ottenere grandi vini adatti all'affinamento positivo. Una scommessa vinta che
ha segnato profondamente la denominazione e ha orientato molti altri produttori
su questo versante.
L'intensità luminosa è viva, nitida, dorata dell'oro cangiante sfoggiato da Klimt in alcune sue tele. Testimonianza di integrità, di stabilità. Un carattere cromatico che ha colpito e affascinato al primo impatto il degustatore. I profumi sono complessi di frutta secca e di mandorle tostate, di nocciola gentile, di spezie dolci. Frutto maturo, succo di mela golden, mandarino e cedro canditi. Salvia, rosmarino, ortica essicate, profumi che riportano alla macchia mediterranea. Mineralità pronunciatà con nette sensazioni di pietra focaia e grafite. Nuance esotiche di cocco. Rotondo e morbido al palato con una bella sinuosità e lunghezza. Buon equilibrio con una piacevole sensazione ammandorlata dolce nel finale.
Bernardo Pasquali



4 all' 8 febbraio la manifestazione a tema brassicolo organizzata da "Officina Eventi e Comunicazione" all'interno di Tecno&Food fiera di Padova. Numerosi i birrifici presenti in un programma ricco di approfondimenti e laboratori del gusto. Un appuntamento da non perdere per i cultori e appassionati del "pane liquido". Per maggiori
sala conferenze confesercenti di Mantova, avrà inizio il prossimo 2 febbraio, il percorso formativo rivolto a tutti coloro che per interesse personale o professionale, intendono migliorare la propria conoscenza sul mondo dei formaggi. Il corso organizzato dall' O.N.A.F. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), si concluderà con una prova d' esame e
di I livello pensato per gli addetti ai lavori e appassionati assaggiatori.Il corso organizzato da O.N.A.S. (l'Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi) presso la sala civica di San Martino Buon Albergo (VR), vuole formare attraverso un'adeguata prepararazione teorico/pratica, la figura del tecnico assaggiatore. Tra gli argomenti trattati: cenni di analisi sensoriale e
dall' A.D.A.M (Associazione Degustatori Acque Minerali) è finalizzato all'abbinamento cibo/acqua minerale. Tra i argomenti trattati: la classificazione delle acque minerali, i principi alimentari e salutistici, come leggere le etichette, come degustazione e riconoscere delle differenti tipologie di acque minerali.La giornata formativa si terrà all'interno del polo fieristico di Forli in occasione
Potatura della Vite Al via il 26 gennaio il corso per valorizzare il patrimonio viticolo della Valpolicella. L'idea nasce dalla lunga collaborazione con i Preparatori d'uva friulani Marco Simonit e Pierpaolo Sirch. Il direttore ed enologo di Bolla Cristian Srinzi e il responsabile viticolo del gruppo Andrea Lonardi, la concretizzano. Così
Regione Veneto e dal Fondo Sociale Europeo, intende formare sei giovani diplomati/laureati inoccupati. Si forniranno loro le conoscenze per promuovere attività turistiche che valorizzino il territorio locale nelle sue caratteristiche storiche, culturali, ambientali e gastronomiche.La formazione prevede un corso teorico/pratico di 32 ore, per il quale sarà rilasciato un attestato
Strada del Vino Soave
Dal 21 al 22 gennaio 2012,
a Monteforte d'Alpone (VR) si tiene la 37^ Montefortiana, appuntamento
classico invernale del podismo veronese organizzato dal Gruppo Sportivo
Valdalpone-De Megni. Nella due giorni dedicata al running trovano spazio anche
gare non competitive, tra cui la quinta edizione di "Passi nel tempo", marcia
guidata
di San Giorgio (MN) a partire da mercoledi 1 febbraio, l'Associazione culturale "iI Circolo del Luppolo"(www.circolodelluppolo.net) terrà un interessante corso di avvicinamento al mondo delle birre artigianali.Un viaggio che vi farà scoprire le tecnologie di produzione, si soffermerà su alcuni tra i più importanti stili birrai, per poi proseguire con le 


